Sicurezza
Stop nuovi ristoranti, è scontro «Una gaffe di Confesercenti»
Dopo il sindaco anche il direttore di Confcommercio boccia senza appello la proposta di Vigliotti e Del Sarto: «Non sanno di cosa parlano»
SAN MINIATO. «Confesercenti non sa di cosa parla». La proposta di bloccare le aperture di nuovi ristoranti per tre anni nel cuore di San Miniato, bocciata sul nascere dal sindaco di San Miniato, viene ora stroncata da Confcommercio, attraverso le parole del direttore provinciale Federico Pieragnoli: «Non permetteremo a nessuno di mettere le mani e distruggere il modello San Miniato. C’è voluto un decennio di lavoro e sudore per restituire la città della Rocca agli antichi onori come recita il motto comunale. In questi anni, grazie alla lungimiranza di vecchi e nuovi imprenditori e alla perfetta sintonia con amministrazione comunale e Confcommercio, abbiamo assistito ad uno slancio e a una fioritura di attività di altissimo valore, un commercio di qualità assoluta che rappresenta un autentico modello per altre realtà. Tornare indietro con astrusi provvedimenti di retroguardia non ha alcun senso, e l’unica spiegazione plausibile per una simile gaffe è la difesa spicciola di qualche interesse particolaristico che non ha ragione di esistere».
Tutto questo dopo che Confesercenti Toscana Nord aveva chiesto lo stop alle aperture di nuove attività per la vendita di cibi e bevande, con un intervento del Comune «per mettere un argine – secondo il il presidente locale dell’associazione di categoria Salvatore Vigliotti – alla liberalizzazione selvaggia». Una tesi che aveva trovato il supporto del coordinatore di Confesercenti Toscana Nord Claudio Del Sarto: «Il settore della ristorazione è quello che continua ad avere il maggior numero di aperture, ma con un tasso di durata bassissimo: segno evidente che chi pensa che aprire un ristorante sia la cosa più facile del mondo, viene smentito dai fatti. Anche se però dopo un anno chiude, ha comunque contribuito a distorcere il mercato danneggiando attività storiche». Una proposta respinta subito al mittente dal sindaco Simone Giglioli, che si era detto «stupito» della richiesta, sottolineando che l’idea non era «mai emersa negli incontri con le associazioni dei commercianti e che peraltro vedo poco attuabile», aggiungendo che «finora non abbiamo rilevato situazioni di criticità tali da regolamentare in senso restrittivo l’accesso di nuove attività di somministrazione in quanto, al contrario, c’era la volontà di incentivare lo sviluppo economico qualitativo del centro storico».
In questo quadro arriva la dura replica di Confcommercio a Confesercenti. Secondo Pieragnoli «chi sostiene il divieto delle nuove aperture non conosce neppure le regole fondamentali del commercio, a partire dalle liberalizzazioni delle licenze. Stiamo parlando del nulla e a maggior ragione a San Miniato, dove tanti imprenditori capaci hanno investito puntando sulla qualità, sulla valorizzazione dei prodotti locali, sulla filiera corta e l’eccellenza delle materie prime, realizzando così una splendida vetrina e una offerta varia e diversificata del meglio che può offrire questo territorio. Un motivo forte di attrattività casomai da integrare sempre di più con l’aspetto storico e culturale della città della Rocca, ma in nessun modo da interrompere con provvedimenti di stampo illiberale. La verità è che chi parla a ruota libera di offerta a senso unico non conosce la realtà effettiva delle cose».
«Condividiamo la posizione del sindaco che ha respinto al mittente questa assurda provocazione. Per quanto ci riguarda continuiamo a lavorare a fianco dei tanti imprenditori che investendo di tasca propria, hanno compreso la chiave per lo sviluppo virtuoso di San Miniato, realizzandone i presupposti concreti e per i nuovi che avranno intenzione di proseguire su questo modello di sviluppo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
