Il Tirreno

Pontedera

Operaio morto a soli 45 anni, indagine per omicidio colposo

S.T.
Operaio morto a soli 45 anni, indagine per omicidio colposo

lavorava alle cantine delle colline pisane a cenaia 

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CENAIA. Per i livornesi lui e la sua famiglia erano come angeli. Perché nel momento del bisogno, sulle ambulanze della Svs, loro c’erano sempre. Non da ieri, ma dagli anni Ottanta. Giacomo, sua moglie Dayana e il fratello Valerio. E la città lo sapeva. La Procura di Firenze indaga per omicidio colposo dopo la morte di Giacomo Perissinotto, di Livorno, l’autista del 118 scomparso a soli 45 anni lo scorso 24 gennaio all’ospedale di Careggi. Sono stati la moglie e il fratello Valerio a presentare un esposto dopo aver incaricato l’avvocato di Ponsacco Alessandro De Ranieri. Il fascicolo al momento è contro ignoti e non figurerebbe alcun indagato.

Il pubblico ministero per il momento ha sequestrato la cartella clinica e stamani si svolgerà l’autopsia. All’esame l’intero decorso clinico di Giacomo, dal ricovero fino alla morte. Tre anni esatti prima della tragedia – era il 24 gennaio del 2017 – nello stesso ospedale aveva subìto un trapianto di rene e lo scorso 10 gennaio era stato ricoverato proprio per un controllo di routine nel reparto di nefrologia, legato al delicato intervento di tre anni fa, riuscito senza problemi. Dopo qualche giorno, all’aggravarsi delle condizioni di salute, è stato trasferito in altre due unità ospedaliere: terapia subintensiva (nella serata del 14 gennaio) e poi intensiva (il 23). Fino al dramma, avvenuto alle 8,20 di mattina del giorno successivo, quando Giacomo è morto per shock settico. Così è stato comunicato alla famiglia, sprofondata nel dolore, come anche i suoi compagni di lavoro alla Cantina delle Colline Pisana di via Livornese, a Cenaia. Tutti i dipendenti della ditta hanno espresso profondo cordoglio per la scomparsa del loro stimato collega.

«Vogliamo sapere con esattezza che cosa sia successo a Careggi – dicono la moglie Dayana e il fratello Valerio – perché è nostro diritto conoscere come è morto Giacomo». I due, martedì 28 gennaio, hanno presentato l’esposto alla Procura di Firenze. Poi l’apertura del fascicolo – nel quale al momento non figura alcun indagato – per omicidio colposo, come atto dovuto. La famiglia pretende chiarezza e vuole capire se i medici di Careggi abbiano rispettato tutti i protocolli e, nei passaggi fra un reparto e l’altro, sia stato fatto il possibile per salvare la vita di Giacomo. —

S.T.



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