Lutto
Bego e il suo cane Parigi “ambasciatori” della storia e della terra di San Miniato
Palato e tradizione sono due parti fondamentali del motore che muove il turismo all’ombra della rocca di Federico II Visitatori in grande crescita
san miniato. Terra e storia. Palato e tradizione. Due parti fondamentali del motore che muove il turismo di San Miniato. E che spesso e volentieri camminano a braccetto. Insieme. Alla cerimonia di presentazione del cartellone di “Un’altra estate” - l’iniziativa del Tirreno che mira a valorizzare numerose località della Toscana attraverso una carrellata di eventi, dall’inizio alla fine della prossima estate - ieri a Firenze erano invitate anche le amministrazioni dei nove comuni in cui farà tappa la rassegna 2020. Per ogni territorio, l’invito era quello di portare qualcosa in grado di rappresentarlo. Qualcosa di unico. . «Abbiamo portato una piccola riproduzione della statua che ospitiamo nel nostro borgo, raffigurante il tartufaio Bego (vero nome Arturo Gallerini, ndr) e il suo cane Parigi, che nell'ottobre del 1954 trovarono un tartufo da 2.520 grammi. Un fatto unico al mondo», spiega Elisa Montanelli, vice sindaca di San Miniato, dove è fissato per il 3 settembre l'appuntamento con “Un’altra estate”.
Terra di tartufi… ma non solo. Un’altra peculiarità è senza dubbio la rocca che guarda dall’alto il paese. Lì dove nel XIII secolo venne trasferito il letterato Pier delle Vigne - uomo di fiducia di Federico II - arrestato in precedenza come colpevole di un delitto. Il nome di Pier delle Vigne compare anche nel tredicesimo canto dell’Inferno di Dante, in cui i due si incontrano in un fitto bosco. «Il bosco è un’altra eccellenza di San Miniato – prosegue Montanelli – perché rappresenta il luogo del tartufo, ma anche un importante pezzo di storia legato alla letteratura antica».
Il fascino di San Miniato negli anni ha fatto sempre più “vittime”. Il turismo, qui, è in crescita. «Soprattutto da tre anni a questa parte – dice ancora la vice sindaca – il dato dei visitatori sul nostro territorio ha fatto registrare un’impennata importante, con conseguente aumento di aperture di attività commerciali e ricettive».
Coccolare i turisti sì, ma senza perdere l’identità. «San Miniato non si è svuotata dei suoi residenti. Per le strade del centro si respira una quotidianità reale – prosegue Montanelli – che si integra perfettamente con quella dei visitatori che passeggiano per le strade. San Miniato è una città viva, che merita di essere scoperta e vissuta».
Sviluppo e storia viaggiano insieme all’ombra della Rocca. «Siamo felici di avere un’ulteriore possibilità di promozione del nostro territorio attraverso “Un’altra estate” – conclude Elisa Montanelli – e speriamo che sempre più persone apprezzino le nostre eccellenze». —
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