Sicurezza
Soccorsa col defibrillatore ma non riescono a salvarla
FAUGLIA. Un malore improvviso e i familiari di una pensionata di quasi 90 anni hanno capito che la situazione era molto complicata. Hanno chiesto l’intervento del 118, poco prima delle 13 di ieri.
La centrale dell’emergenza sanitaria ha la mappa dei defibrillatori e immediatamente ha attivato un’associazione, il Centro Italiano Femminile (Cif) di Fauglia, che ha custodia uno dei defibrillatori sul territorio. È stata quindi attivata un’ambulanza, e nel frattempo si è messa in moto la catena dei soccorsi che prevede l’attivazione del primo Dae (defibrillatore automatico esterno) a disposizione.
L’anziana abita a Luciana, nel comune di Fauglia, vicino a dove è collocato il defibrillatore. Il medico del 118 ha quindi chiamato una responsabile del Cif che ha lasciato quello che stava facendo per andare con il Dae a casa dell’anziana. Ed è arrivata alcuni minuti prima dell’ambulanza con il personale sanitario.
La donna, in gravi condizioni, è stata a lungo sottoposta a tentativi di rianimazione, anche se non rispondeva agli stimoli. La corsa per salvare la pensionata non è servita anche se è stato fatto tutto il possibile ed è stato messo in atto il dispositivo previsto per le emergenze cardiologiche.
Il soccorso è stato attuato con la collaborazione dei cittadini e dell’associazione sul territorio, oltre che dal personale dell’emergenza sanitaria. L’importanza del defibrillatore e della rapidità dei soccorsi è nota. L’unico trattamento efficace di un arresto cardiaco causato da fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso è una rapida defibrillazione. —
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