Sicurezza
Quattro stanze e 500 cuori «Così nasce una magia»
Domenica la prima sfilata, la sindaca: «Questo evento unisce tutto l’anno» La presidente: «Stavolta i gruppi si sono superati: vedrete delle opere d’arte»
SANTA CROCE. È un rito, sempre uguale ma sempre nuovo, che si compie ormai da 92 anni, trasformando Santa Croce in una città animata da maschere e vestiti d’autore, nel tipico spirito carnevalesco.
Tre domenica di fila – dal 9 al 23 febbraio – dove i quattro gruppi carnevaleschi cittadini si daranno battaglia con le loro invenzioni, frutto di estro e di interminabili ore di discussione e lavoro nelle famose “Stanze”. Quelle stanze dove sono tutt’ora gelosamente nascoste queste opere d’arte, delle quali si conosce solo il tema ispiratore: La Nuova Luna ha scelto “Domani smetto quando voglio”, Il Nuovo Astro ha optato per “Aggiungi un posto a tavola perché… ce la godiamo e tutti i giorni son buoni per far festa”, La Lupa “Sarà troppo tardi?!?” e Gli Spensierati hanno parafrasato il Molleggiato Celentano con “Aspetto il carnevale tutto l’anno… e all’improvviso eccolo qua ”.
Temi che possono dire tutto e niente ed è bello così, perché l’attesa cresce e diventa spasmodica. Sarà anche un’edizione foriera di novità: la prima volta del carnevale per i cani, il ritorno (ufficiale non più ufficioso, stile “zingarata” di Amici Miei) del Giovedì Grasso con la mascherata libera e la presenza – per la prima volta – di una delegazione della Festa Medievale di Staffoli, con l’obiettivo di unire e integrare questa popolosa frazione col capoluogo. Gli appuntamenti principali sono dalle 15 in poi delle prossime tre domeniche, con l’intermezzo del carnevale per cani (il Canevale) del 22 febbraio e il Giovedì grasso del 20 febbraio.
Il programma di questa edizione numero 92 è stato presentato ieri in municipio, alla presenza della sindaca Giulia Deidda, della presidente del comitato comunale festeggiamenti carnevaleschi Manuela Bracci, dell’assessora alla cultura Elisa Bertelli, dei rappresentanti dei quattro gruppi, dell’artista che ha realizzato il quadro che andrà ai vincitori Maria Beatrice Turini e di Sunymao, che condurrà le tre giornate. «Entriamo nel mese più allegro dell’anno – ha esordito la sindaca Deidda – dove tanti di noi si riuniscono nelle “stanze” per pensare e poi creare i nostri vestiti e le nostre maschere. In un mese finisce tutto, ma dietro c’è un lavoro che va avanti tutto l’anno e che ci consente di aggregare e di unire le classi sociali. Alla fine il carnevale ha un grande valore socializzante di cui siamo orgogliosi».
In strada scendono – da via Roma verso piazza Matteotti – circa 60 persone a gruppo, mentre in 50 più o meno lavorano alla fase preparatoria; si può dire che direttamente il carnevale coinvolga almeno 500 santacrocesi, a cui si aggiungono i bambini delle scuole e tutti quelli che si riversano in centro per assistere al passaggio di queste maschere d’autore. I vincitori otterranno in premio il quadro su tela di Maria Beatrice Turini, al termine dell’ultima domenica. «Quest’anno – ha aggiunto Manuela Bracci – i gruppi si sono superati, ma è sempre così. I costumi sono delle vere e proprie opere d’arte». Ci sarà anche spazio per il ricordo di cinque santacrocesi pilastro del carnevale venuti a mancare di recente, a due dei quali (Danilo Giannoni e Alfredo Nazzi) saranno dedicati i premi come miglior gruppo carnevalesco e miglior maschera buffa. Oltre a loro è vivo il ricordo di Sandra Puccini, Carlo Fastella e Deanna Dell’Unto: «È grazie a persone come queste – ha concluso la sindaca – se questa nostra tradizione ha basi così forti e va avanti da oltre 90 anni». —
Marco Sabia
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