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Pontedera

«Ora servono certezze per garantire il futuro della Riserva naturale del Padule di Fucecchio»

Valentina Vettori
«Ora servono certezze per garantire il futuro della Riserva naturale del Padule di Fucecchio»

Sit-in degli ambientalisti che hanno incontrato al circolo Arci di Serravalle Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale e candidato governatore 

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La protesta

«Un futuro certo per la gestione della Riserva naturale e del Centro viste del Padule di Fucecchio». A chiederlo a gran voce, i volontari dell’associazione Amici del Padule di Fucecchio. La realtà che, nella serata di mercoledì, si è fatta promotrice di un sit-in in difesa dell’area protetta, in occasione della tappa elettorale del candidato a governatore della Regione Toscana per il centro sinistra Eugenio Giani, attuale presidente del consiglio regionale. Una cinquantina le persone ad aspettare Giani fuori dal circolo Arci di Serravalle paese. Tra le mani, manifesti con le scritte “La natura non si smantella”.

«Quello che ci aspettiamo – dicono Laura Salaris e la presidente dell’associazione Simona Petrassi – è l’individuazione di una soluzione condivisa con la Regione per assicurare, dopo oltre venti anni, il proseguo di una buona gestione del Padule e del suo Centro visite a Castelmartini. Centro che oggi riesce ad andare avanti anche e soprattutto grazie ai volontari, dopo i tagli subiti negli ultimi anni».

Le attività del Centro, infatti, sono affidate ai soli due dipendenti rimasti che, dal 2017, hanno un contratto part-time.

«Dopo i numerosi incontri avvenuti nei mesi scorsi al tavolo della Regione per trovare una soluzione condivisa con le maggiori associazioni ambientaliste della Toscana – proseguono a spiegare le volontarie dell’associazione –, entro la fine di febbraio ci aspettiamo che il presidente Rossi e la sua giunta ci diano risposte chiare per garantire un futuro a chi, fino a ora, ha gestito la riserva naturale. Magari migliorando anche la situazione».

Tra le richieste rivolte a Giani, poi, anche il ritorno a fornire le risorse necessarie allo svolgimento delle attività previste nell’area naturale.

«Nel 2019 – ricordano i volontari – non è stato assegnato nemmeno un euro pubblico alla gestione della Riserva naturale del Padule di Fucecchio».

Ma anche l’estensione dell’attuale superficie del Padule come Riserva naturale, per garantire a pieno la tutela dell’ambiente, delle specie animali e vegetali e della biodiversità dell’area. «Il Padule di Fucecchio è un punto di riferimento della Toscana che vorrei – risponde Giani, arrivato con oltre mezz’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia, stringendo mani in pieno clima da campagna elettorale – Qualcosa di assolutamente suggestivo da tutelare, e dove torno sempre volentieri per molti motivi. Da una parte l’aspetto valoriale e la memoria delle vittime dell’eccidio nell’agosto del 1944, dall’altra l’indispensabile tutela di quell’area naturale e così particolare. Mi troverete dunque al vostro fianco in difesa del Padule».

Ma le promesse elettorali non bastano, gli ricordano dalle retrovie i volontari dell’associazione, rivolgendosi a Giani in qualità di presidente del consiglio regionale. «Il Padule non può più aspettare. Ha bisogno di risposte subito». –

Valentina Vettori

Fotoservizio di Lorenzo Gori

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