Italia
Tariffe “congelate”: i risparmi arrivano da sociale, disabili e manutenzioni
Palazzo dei Priori fa economie dopo lo stop ai rincari per scuolabus e mensa che avevano creato polemiche
VOLTERRA. Oltre ottantamila euro di tagli e risparmio di somme messe a bilancio per evitare l’aumento delle tariffe di scuolabus e mensa scolastica decisi per il 2020, ma poi “congelato” dopo la sommossa popolare dei genitori e le polemiche della minoranza in consiglio comunale.
Il dietrofront sui rincari da parte della giunta comunale di Volterra, guidata dal sindaco Giacomo Santi, è stato annunciato da tempo ed è stato deciso che il denaro per ovviare agli aumenti deriverà da economie, nella maggior parte dei casi, negli ambiti del sociale e delle manutenzioni.
A guardare le cifre sembra proprio che ci sia stato un lavoro certosino, valutando le tante voci di bilancio. Ma una riduzione di spesa piuttosto significativa è quella legata al denaro destinato alla Società della salute per progetti legati al sociale.
«Avevamo deciso di aumentare il contributo da 380mila a 400mila euro – dice Santi – ma siamo stati costretti a mantenere la stessa cifra risparmiando ventimila euro».
Un altro elemento di riduzione dei costi per coprire le maggiori spese della mensa scolastica arriva dai fondi per progetti in favore di persone con disabilità.
«Rispetto a questo, avevamo stanziato una cifra per la Società della salute in base al conto preventivo del servizio – aggiunge il sindaco – ma in sede di consuntivo, l’ammontare speso dall’ente è stato inferiore alle attese. E anche in questo caso abbiamo risparmiato ventimila euro»
Nella copertura finanziaria per lasciare invariate le tariffe di scuolabus e mensa scolastica c’è anche il taglio alle manutenzioni che viene indicato da Giacomo Santi in diecimila euro.
E poi va considerata la gara pubblica per la gestione del cimitero, servizio per cui era stata indetta una gara pubblica.
«L’iter della procedura, però, sta andando a rilento – ammette il sindaco – e così abbiamo concesso una proroga alla ditta che ha attualmente l’appalto, ottenendo un risparmio di ventimila euro».
Sommando le cifre fornite dall’inquilino di Palazzo dei Priori si arriva a settantamila euro. Gli oltre diecimila euro di differenza vengono ricavati, secondo Santi, da tagli minori in varie voci di bilancio che consentono così di prendere una decisione contro un provvedimento che aveva, letteralmente, scatenato il putiferio tra le famiglie degli alunni.
In special modo per quelli che abitano in periferia e nelle frazioni, per i quali gli aumenti dei costi per il trasporto scolastico erano veri e propri salassi. —
A.Q.
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