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Pontedera

ospedale di volterra 

Cgil: servono più attività di chirurgia e ortopedia

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VOLTERRA. «Il pericolo più grosso, per l’ospedale di Volterra è la mancanza di attività chirurgica ed ortopedica, perché i letti inutilizzati non potranno essere difesi da nessuna norma». Questo il passaggio più significativo di una nota della Funzione pubblica della Cgil, dopo le polemiche e le varie prese di posizione dopo l’allarme sul taglio dei posti letto lanciato dallo stesso sindacato.

«La questione del taglio dei posti letto, ovvero la riconversione in cure intermedie, era uno degli aspetti che meno ci avevano convinto nel documento del 2017 – dicono dalla Cgil – ma soprattutto non era pensabile ridurre i letti di medicina. La medicina cardiologia, sarebbe passata da 27 a 20 posti letto, si prevedeva l’attivazione di 10 posti letto di cure intermedie e altrettanti per la chirurgia. Registriamo positivamente, che l’Asl non prevede più la riconversione dei letti di medicina, e questo è un fatto estremamente positivo. Oggi l’Asl propone una riconversione di 8 letti, di cui due per cure palliative, che dovrebbero essere attinti, dagli attuali letti della chirurgia. Un taglio inferiore di posti letto ospedalieri che, però, non ci trova favorevoli, anche perché prima di affermare, che alcuni posti letto non servono, vogliamo e pretendiamo che si porti a compimento l’impegno di riportare su Volterra attività chirurgiche, per il completo utilizzo, di tutti gli spazi che le sale operatorie permettono. Spiace notare che le nostre riflessioni molto articolate, siano state tradotte in un messaggio allarmistico, concentrandosi solo sul numero dei posti letto». —

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