Sicurezza
Lanciano 2 gatti dal Suv in corsa giovane interviene e uno si salva
Matteo Doccini, di Selvatelle, ha visto buttare gli animali vicino a Livorno: uno è morto «Quando l’ho avvicinato era terrorizzato, mi ha riempito di graffi. Lo adotto io»
Stava andando a trovare la sua fidanzata a Livorno, quando dal finestrino di un Suv davanti a lui un passeggero ha lanciato due gatti chiusi in una scatola, uccidendone uno. È un dramma quello al quale ha assistito Mattia Doccini, un ragazzo di 24 anni di Selvatelle (Terricciola) che grazie alla sua prontezza di riflessi è riuscito a salvare uno dei due animali, recuperandolo dal fossato e portandolo a casa sua, insieme agli altri cinque gatti che possiede.
Il folle gesto è avvenuto alle 15.30 di venerdì scorso lungo il raccordo fra la Fi-Pi-Li e l’uscita di Stagno, nel comune di Collesalvetti, nel tratto che costeggia una lunga fila di pini. Il primo a denunciarlo è stato Franco Fantappiè, il responsabile dell’associazione Anpana di Livorno, esprimendo «sdegno» e condannando con forza l’accaduto. «Da un Kia Sportage grigio che viaggiava sui 70 chilometri orari – ricorda invece Doccini – una persona ha aperto la portiera posteriore destra buttando la scatola sull’asfalto. Lì per lì ho pensato che fossero rifiuti, poi si è aperta e uno dei due gatti è rotolato in mezzo alla corsia, morendo travolto da una Fiat 500 che non si è nemmeno fermata a soccorrerlo. L’ho dovuto seppellire io. L’altro è finito dalla porte opposta, prima nella vegetazione, poi in un fossato. Sono riuscito a salvarlo: ovviamente era impaurito e mi ha riempito di graffi. Ma l’importante era portarlo al sicuro».
Il gattino nero, che avrà circa tre mesi e mezzo di vita, lo ha chiamato “Inferno”. «Un nome giusto per tutto ciò che ha passato, poverino». Inizialmente non si voleva neanche fare accarezzare, ora invece ha preso coraggio e ama il suo padrone riconoscendolo come il suo salvatore. «Si è integrato abbastanza bene, ci sono due femmine in casa: è come se avessero capito che ha paura, comprendendo cosa può aver passato. Lo stanno aiutando a inserirsi».
Doccini, purtroppo, non è riuscito a prendere il numero di targa del Suv grigio, né quello della 500 bianca per riuscire a contattare l’altro conducente, in mezzo fra lui e il Kia Sportage, in modo da chiedergli se almeno lui fosse riuscito ad annotarlo. Del caso, al momento, non è stata sporta denuncia, ma la polizia stradale di Livorno, guidata dalla primo dirigente Agnese Pane, ha comunque appreso della segnalazione attraverso l’articolo del Tirreno di Livorno pubblicato ieri. Non è escluso che attraverso le telecamere l’automobilista possa essere individuato: gli agenti, intanto, hanno a disposizione il modello dell’auto, il colore e la direzione di fuga (Livorno) che non sono poco per iniziare a stringere il cerchio sul Suv. «È successo in un secondo – conclude Mattia – e non ho pensato ad annotare la targa, che nemmeno ricordo. La priorità era salvare il gatto». Quello, il ventiquattrenne, lo ha fatto egregiamente. E ora lo ha anche adottato: «Ci sono troppo affezionato». —
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