«Mio marito mi ha picchiato ma voglio ritornare con lui»
CASCIANA TERME. Il marito è accusato di averla picchiata in più occasioni e di averla tenuta segregata in casa, impedendole di chiedere aiuto. Una storia di maltrattamenti andava avanti a lungo, dal dicembre 2017 fino alla prima vera del 2018, quando la donna, trentenne, dopo essere stata picchiata si decise a denunciare il marito, un marocchino, che ieri è comparso davanti al giudice Beatrice Dani, in tribunale a Pisa, accusato di maltrattamenti in famiglia e di sequestro di persona. Ma la parte offesa, che nel frattempo vive in una casa famiglia, non voleva presentarsi a testimoniare. Tant’è che ieri mattina l’hanno accompagnata i carabinieri. La donna, pur tra mille difficoltà, ha confermato gli episodi contestati al marito e per certi aspetti ha aggiunto anche ulteriori dettagli. Salvo poi, nella parte finale della sua testimonianza, aggiungere una dichiarazione inaspettata. «Voglio tornare a casa con mio marito e i miei figli», ha detto la giovane marocchina. «Anche se è successo questo vorrei ritornare in famiglia». Nell’udienza di ieri è stato sentito anche l’imputato, difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, oltre ai fratelli dell’uomo che lo hanno difeso. In sintesi la loro versione dei fatti sostiene (è appunto una versione di parte) che fosse la moglie ad avere scatti di ira nei loro confronti e verso il marito. Il processo è stato aggiornato al 28 febbraio. L'uomo finito a giudizio è un operaio: è accusato di avere colpito con due pugni al volto la donna (che era incinta) facendola cadere a terra, la sera del 25 aprile di due anni fa. Dopo l’avrebbe segregata in casa con il figlio di 5 anni impedendogli di andare dai genitori di lei poco distanti. La donna era riuscita a raggiungere la casa dei genitori, qui l'uomo si era presentato con un martello andando in escandescenze, quindi l'intervento dei carabinieri che lo avevano disarmato. —
S.C.
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