Il Tirreno

Pontedera

la disavventura in trentino 

«Un’esperienza da incubo Siamo stati davvero male»

Tommaso Silvi
«Un’esperienza da incubo Siamo stati davvero male»

Le testimonianze dei ragazzi del Fermi rientrati dalla gita sulla neve a Folgarida durante la quale, dopo una cena in albergo, hanno accusato forti dolori addominali  

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PONTEDERA. «Un dolore atroce all’altezza dello stomaco. Non riuscivamo a stare né sdraiati né in piedi. È stato bruttissimo». Dicono tutti la stessa cosi gli studenti del Fermi che ieri sono tornati a Pontedera, con un giorno di anticipo rispetto al programma originale, dalla gita sportiva in Trentino, precisamente a Folgarida, lì dove martedì sera si è creata una vera e propria situazione di caos.

Gli studenti del Fermi, e altri 130 ragazzi di scuole medie di Noceto, in provincia di Parma, e di Imola, sono stati colpiti da forti disturbi intestinali. Un’emergenza in piena regola, tanto che il 118 della zona ha deciso di attivare un presidio medico fisso nella zona dell'albergo dove erano ospitati gli studenti colpiti da quella che in un primo momento sembrava un’intossicazione alimentare ma che, stando alle parole dell’assessore all’istruzione di Pontedera, Francesco Mori, presente ieri al rientro dei sedici studenti del Fermi, di varie classi, dalla prima alla quarta, «potrebbe essere anche una particolare forma virale che si è scatenata in breve tempo e si è propagata velocemente tra studenti e docenti. Almeno questo è quello che ci è stato comunicato dai medici del posto». Il racconto di cosa è accaduto a Folgarida sembra un film. «Nella notte tra martedì e mercoledì, attorno alle 3, ho ricevuto le prime chiamate dai ragazzi – racconta Antonella Fogli, insegnante di matematica del Fermi, presente a Folgarida insieme a un altro docente e a un dipendente della scuola – che accusavano forti dolori allo stomaco, vomito e diarrea. Col passare delle ore gli studenti che stavano male erano sempre di più. Per alcuni si è trattato di un semplice disturbo, altri invece hanno passato una notte d’inferno». Il personale del 118 ha suddiviso i tanti casi a seconda della gravità, appoggiandosi anche all’ospedale di Cles, dove sono state dirottati ragazzi colpiti con maggiore violenza dal virus. Come un dipendente amministrativo del Fermi, dimesso nell’arco di un’ora, che presentava un battito cardiaco particolarmente accelerato.

Ad accogliere gli studenti, ieri nel piazzale dello stadio Ettore Mannucci, anche il dirigente del Fermi, Luigi Vittipaldi. «Martedì sera a cena abbiamo mangiato tutti della pasta al ragù – prosegue ancora la professoressa Fogli – del pollo e un dolce a scelta tra la torta Sacher e un budino. Anche io sono stata colpita dal virus, ma per fortuna in maniera lieve». Le facce dei ragazzi che scendono dal pullman dicono tutto. Stanchi, pallidi e con una gran voglia di tornare a casa per rimettersi in forze in tutta tranquillità. I carabinieri del nucleo antisofisticazioni (Nas) hanno effettuato controlli e prelievi sugli alimenti trovati nell’albergo di Folgarida dove si sono verificati i malori con l’obiettivo di capire cosa sia successo. «Da almeno vent’anni accompagno i ragazzi nella gita sportiva invernale – dice ancora Antonella Fogli – e mai mi ero ritrovata in una situazione del genere. Un incubo, ma per fortuna ora è tutto finito». — Tommaso Silvi

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