Il dolore
Sei milioni di euro spesi nel gioco d’azzardo
I numeri legati alla ludopatia saranno al centro della presentazione del libro di don Zappolini sulle storie della dipendenza
MONTOPOLI. Sei milioni di euro per 530 euro pro capite. Sono i numeri sul gioco d’azzardo a Montopoli, riferiti al 2016, che emergeranno durante la presentazione del nuovo libro di don Armando Zappolini sarà presentato anche a Montopoli venerdì 7 febbraio nella sala consiliare del comune. Il volume s’intitola “Mettersi in gioco? L’azzardo: dalle storie di dipendenza alle strategie per combatterlo” (Edizioni San Paolo), ed è stato scritto dal parroco di Ponsacco insieme a Mimma Scigliano. L’iniziativa patrocinata dal Comune di Montopoli ed è organizzata in collaborazione con il presidio di Libera Comprensorio del Cuoio “Gianluca Pagliuca”.
Oltre all’autore, interverranno anche il sindaco Giovanni Capecchi, Giuseppe Novino, presidente dell’Arci Valdarno Inferiore, e la consigliera regionale Alessandra Nardini. A coordinare la presentazione, invece, sarà la vicesindaca ed assessora alle Politiche sociali, Linda Vanni.
«Partendo dall’esperienza di don Zappolini, portavoce della campagna contro l’azzardo “Mettiamoci in gioco”, il libro racconta e documenta un fenomeno sociale molto diffuso come la ludopatia, del quale non si ha ancora una percezione profonda – spiega Linda Vanni – l’intento è di informare e di aiutare chi è caduto nella trappola e i suoi familiari».
Il libro raccoglie le testimonianze di giocatori patologici che, attualmente, stanno affrontando un percorso di recupero nella Comunità residenziale di Festà, in provincia di Modena. Alle loro storie s’intrecciano le voci di operatori, attivisti e collaboratori della campagna “Mettiamoci in gioco”, un osservatorio privilegiato sui temi del gioco d’azzardo. «Dobbiamo conoscere i costi economici e sociali, i rischi sanitari e le facce di una dipendenza “senza sostanza”, difficile da intercettare e da prevenire – continua la vice sindaca – solo così è possibile combattere questo fenomeno».
«Oltre all’attività dell’Asl e della Società della Salute per il monitoraggio dei giocatori d’azzardo patologici, abbiamo collaborato in modo sinergico a numerose attività – aggiunge Vanni – Per esempio il regolamento comunale del gioco lecito che norma per tutto il territorio le aperture di nuovi punti slot». —
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