Sicurezza
Ponte Guarnacci-Germania per il restauro del museo
Studenti tedeschi nel centro espositivo etrusco per i lavori alla sala 7 Il direttore Burchianti: «Tanti ragazzi sono tornati a trovarci dopo parecchi anni»
VOLTERRA. Saranno la sala numero 7 del museo Guarnacci e il piccolo Oratorio della Visitazione, nota come la chiesa della Madonna del Livido, i prossimi obiettivi del lavoro di restauro curato dagli studenti tedeschi del programma Erasmus Plus, giunto quest’anno alla quinta edizione.
Rinnovato, quindi, un accordo che fa parte ormai da anni della storia della città etrusca e a cui partecipano il Comune di Volterra, la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, l’associazione Gian e il centro interculturale Villa Palagione, i cui rappresentanti erano presenti alla firma avvenuta proprio a Stoccarda. Venti ragazzi provenienti dalla zona della Baden-Württemberg, nel Sud-ovest della Germania, già da tre settimane stanziati nel comune e che, dopo il primo mese dedicato ad imparare l’italiano, si dedicheranno ora fino alla fine di marzo al restauro, progettato grazie alla consulenza scientifica della Soprintendenza di Pisa.
«Si dedicheranno al ripristino delle pitture murali della sala del Palazzo Desideri Tangassi e all’Oratorio, che i volterrani chiamano della “Madonna del Livido”, e che necessità di cure anche nella parte del tetto – spiega il direttore del museo Fabrizio Burchianti –. Fra di loro, tutti studenti giunti alla fine del percorso studi, ci sono molte e diverse figure professionali, artigiani con diverse specializzazioni». Lavori che proseguono quindi sulla scia degli anni passati, quando altre sale del museo erano state al centro di lavori di recupero portate avanti sempre dai tedeschi. Un progetto, quello dell’Erasmus Plus, coordinato da Antonella Stillitano e che quest’anno giunge ad una data molto particolare: si sono superati i 20 anni, se si considera anche il primo modello di questo genere di scambi, il progetto Leonardo.
«Un percorso lunghissimo che non ha uguali in Europa e che è diventato una piccola tradizione qui a Volterra – spiega Stillitano –. I ragazzi possono mettere in pratica le loro conoscenze attraverso un percorso di crescita non solo professionale ma personale».
Venti anni in cui sono stati oltre 380 i ragazzi venuti in Valdicecina. Anniversario che 150 di loro, vecchi fruitori del progetto, festeggeranno in piazza dei Priori il prossimo 28 marzo, con un grande evento che vuole rimarcare un rapporto anche sentimentale con la città degli etruschi e dell’alabastro. «Sono tante le storie nate e sviluppatesi a Volterra che hanno come protagonisti questi ragazzi – racconta Burchianti –. Molti, in questi anni, ci sono venuti a trovare, sono tornati anni dopo la loro esperienza e sono passati a salutarci con la famiglia al seguito, a dimostrazione che questo progetto lascia un segno anche in coloro che ne sono stati protagonisti. Una connessione importante con la comunità che va anche oltre le opere alle quali hanno lavorato». —
Nilo Di Modica
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