Il Tirreno

Pontedera

Il caso 

Botte e offese al marito disabile, va a processo quando è morto

Botte e offese al marito disabile, va a processo quando è morto

I due nel frattempo avevano trovato un accordo e la vittima aveva ritirato la denuncia, ma il reato è procedibile d’ufficio. Il processo però non decolla 

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PONTEDERA. L’ex moglie è accusata di maltrattamenti in famiglia. Compiuti nei confronti del marito, che era invalido, prima della separazione. Nel frattempo, l’uomo è morto per cause naturali mentre le indagini andavano avanti e il processo prendeva la via del tribunale. E anche all’udienza di ieri, che avrebbe dovuto iniziare con l’audizione dei testimoni dell’accusa, il processo non ha avuto inizio. C’è stato un problema con le notifiche, al giudice non è rimasto che aggiornare l’udienza al 19 marzo, sperando che non ci siano altri ostacoli all’apertura del dibattimento che riguarda una storia di almeno quattro anni e mezzo fa.

All’ex moglie, 45 anni, residente in Valdera, vengono contestate gravi condotte. “Sei un buono a nulla” avrebbe più volte detto al marito, che era invalido al cento per cento, durante le liti avvenute nelle loro casa familiare. Qui si era trasferito a vivere anche l’amante della donna, accusata di aver percosso il coniuge e di avergli somministrato dei tranquillanti anche senza la prescrizione del medico curante. Non solo: l’invalido sarebbe rimasto da solo in casa per molte ore al giorno. Tanto che in una di queste occasioni l’uomo, che si spostava sulla sedia a rotelle, era caduto e si era fratturato il femore. Nemmeno in questa circostanza le cose sarebbero migliorate. Così che, proprio in seguito alla caduta che aveva costretto l’uomo ad un ricovero e ad un’operazione chirurgica, c’era stata una denuncia da parte dei familiari di quest’ultimo.

Prima di morire l’uomo aveva acconsentito a trovare un accordo con l’ex moglie. Lui aveva accettato di ritirare la querela, pur sapendo che si tratta di reati che sono procedibili d’ufficio. E anche se il processo dovrà farsi, finora non sono mancati gli imprevisti. L’imputata, della quale omettiamo il nome per rispetto della parte civile e che è difesa dall’avvocato Massimiliano Calderani, deve difendersi dall’accusa di aver trascurato e lasciato solo in casa il marito, invalido al cento per cento. Inizialmente il marito si era costituito parte civile con l’avvocato Ilenia Flamma. Ma dopo che gli ex coniugi avevano trovato un accordo l’uomo aveva rinunciato anche a costituirsi per chiedere i danni.

Il fascicolo era inizialmente stato affidato al giudice Raffaella Poggi e poi è passato al giudice Susanna Messina che ieri avrebbe dovuto aprire il dibattimento. Mancando tutti i testimoni, l’udienza è stata aggiornata. Una storia, dunque, assai, tortuosa. Soprattutto nei passaggi in cui è emerso che la donna aveva portato in casa il suo nuovo compagno. Ovviamente questo aveva suscitato la reazione del disabile che in alcune occasioni, stando alla denuncia dell’ex consorte, era diventato aggressivo. Tutto questo ormai fa parte del passato. Dopo questi episodi l’uomo era andato a vivere con la sorella (in un centro della Valdera) e si era deciso a presentare una denuncia formale contro quella che era stata la compagna di un pezzo importante di vita. 

S.C.

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