Sicurezza
Abiti troppo vecchi, chiude il centro raccolta per i poveri
Domani è l’ultimo giorno per il servizio della Caritas dopo la sospensione decisa nelle parrocchie della diocesi di San Miniato
PONSACCO. Il servizio di raccolta e distribuzione degli abiti usati per le famiglie in difficoltà è sospeso nei centri Caritas di tutta la diocesi di San Miniato. Ma per Ponsacco terminerà domani.
I centri di ascolto Caritas rimarranno sempre attivi con i volontari in tutta la diocesi a disposizione in caso di persone in difficoltà rispetto alla necessità di indumenti. (Per informazioni rivolgersi allo 0587 731549 o allo 0587 401125).
«Il servizio di raccolta e distribuzione degli abiti usati per le famiglie in difficoltà è sospeso nei centri Caritas di tutta la diocesi San Miniato già da due settimane, ma per la Caritas parrocchiale ponsacchina è stato prorogato il termine di chiusura, che sarà il primo febbraio – ha spiegato don Armando Zappolini, direttore Caritas diocesana e parroco di San Giovanni a Ponsacco – perché gli abiti che vengono donati non sono più dignitosi nemmeno per i poveri. Vestiti vecchi, sporchi, e da buttare in discarica. I centri Caritas non possono diventare una discarica. I nostri volontari e della San Vincenzo de’ Paoli, che si occupano della ricezione e della distribuzione ci hanno descritto questo brutto fenomeno, che avviene da tempo. Purtroppo tanti indumenti vanno in discarica, creando problemi di smaltimento. Nonostante ciò abbiamo tanti vestiti in buono stato, perché esistono sempre persone generose».
Il servizio riprenderà in un altro modo, come spiega il sacerdote: «Stiamo studiando un progetto con i volontari delle parrocchie e delle sedi della Caritas, per individuare la giusta strada per migliorare il servizio. Oggi vale la logica consumistica del buttare via quello, che non ci piace più pur essendo in buono stato. La raccolta e la distribuzione di abiti riprenderà con una filiera di smaltimento legale. Pensiamo di verificare anche il necessario fabbisogno delle famiglie, in modo da attuare una solidarietà diretta tra chi ha bisogno e chi richiede».
«Il servizio va migliorato, perché c’era chi ripuliva gli armadi, le soffitte, i garage, riempiva i sacchi e li portava ai nostri volontari», ha detto Fabrizio Gallerini, referente Caritas della parrocchia. —
Elena Iacoponi
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