Sicurezza
Il caos-Remaggi scalda gli animi in maggioranza
Imbarazzo nella riunione della commissione dedicata ai lavoratori della cooperativa che rischiano il posto Poli: «Via subito il Cda»
cascina. «Abbiamo appreso dalla stampa che al Remaggi c’era questa situazione con la cooperativa e i dipendenti. Siamo qui per vedere se è possibile una soluzione».
Valerio Lago, di Fratelli d’Italia, presidente della commissione 1 Affari istituzionali, aziende e partecipate, ha così commentato la vicenda che riguarda il Remaggi. «Noi siamo consiglieri e non la giunta», ha poi ribattuto ad una rappresentante dei sindacati che diceva di stentare a credere a quelle parole. Com’è possibile che il caso Remaggi sia esploso a tempo scaduto, cioè quando i dipendenti della cooperativa Elleuno hanno saputo che da anno nuovo (poi tutto è stato prorogato al 10 febbraio) avrebbero perso il lavoro? L’istituto non ha rinnovato l’appalto alla cooperativa e non poteva fare diversamente, è stato spiegato, perché era già stata attivata una proroga del servizio. Pensa però di assumere i lavoratori. Come? È da capire.
Il problema era noto da quando l’ex direttore generale, Eduardo Falzone, aveva dato le dimissioni. Ma per nominare un nuovo direttore il Cda ha perso tempo, annullato più concorsi anche in maniera che ha suscitato clamore, e poi quando in autunno ha preso servizio la dottoressa Elisabetta Epifori si è perso altro tempo. Nel frattempo il sindaco reggente Dario Rollo, che ha anche la delega alle partecipate, ha nominato un nuovo presidente del Cda del Remaggi. Ora l’istituto non può prorogare l’appalto in maniera ulteriore e non ha i soldi per prevedere l’ingresso dei 32 dipendenti. Può pensare solo di fare un bando per assumere a tempo determinato, a cui possano partecipare coloro che hanno già lavorato al Remaggi. E mettere in cantiere un bando di concorso per assumere a tempo indeterminato.
Nel frattempo, le opposizioni si sono scatenate. Alla commissione di ieri erano presenti anche i sindacati e gli stessi dipendenti che rischiano il posto. «Vedremo di trovare una soluzione», ha più volte detto Lago. L’imbarazzo dei leghisti è palese. I pasticci avvenuti al Remaggi sono di dominio pubblico e nessuno ci ha mai messo mano. Ora i nodi sono al pettine anche se la maggioranza cerca di smarcarsi da Rollo. Fabio Poli dei Socialisti, oltre a volere una soluzione, ritiene che siano maturi i tempi per mandare a casa il Cda del Remaggi, accusato di avere operato più volte “senza osservare la normativa”. La cooperativa stessa, come ha detto uno dei consiglieri, Sauro Giuntini, non è che si sia interessata più di tanto al destino dei soci-dipendenti.
«Il consiglio comunale – ha detto la presidente Elena Meini – è un organo di garanzia e controllo e convoca un'ulteriore commissione per giovedì (domani, ndr) dopo aver acquisito tutti i dati e la documentazione sulla questione Elleuno e Remaggi. La maggioranza si dichiara a favore dell'internalizzazione dei dipendenti andando gli stessi a prendere uno stipendio superiore del 25%. La commissione ha chiesto un occhio particolare verso chi rischia il posto di lavoro e il Cda e la direttrice hanno dichiarato che presteranno ulteriormente attenzione a questa situazione. Nel giro di un breve periodo verranno assunte persone a tempo indeterminato e questo deve essere una soddisfazione per l’intera amministrazione e l'intera comunità».
Intanto, Sonia Antoni della Cgil ha annunciato che da oggi i lavoratori dichiareranno lo stato di agitazione. —
S.C.
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