Sicurezza
Gruppo Cambiamenti «Un polo scolastico per la Valdegola»
SAN MINIATO. «Si deve puntare sull’attuazione di un polo unico dell’infanzia e della scuola primaria della Valdegola a La Serra, cercando prioritariamente di realizzarlo attraverso la qualificazione di strutture già esistenti o eventualmente di utilizzare aree già previste come fabbricabili nei piani urbanistici vigenti». È la proposta dei consiglieri di opposizione Manola Guazzini e Matteo Squicciarini (Cambiamenti), che invitano l’amministrazione comunale a non seguire «la strada, indubbiamente più facile e probabilmente più pagante, in termini elettorali, nell’immediato, di difendere con qualche aggiustamento, i due plessi di Balconevisi e La Serra così come sono. Se si rimane su questa strada, tra cinque anni di due plessi scolastici non ne avremo più nemmeno uno». Secondo Guazzini e Squicciarini « gli interventi di aggiustamento che sono fin qui stati proposti o messi in atto, sugli orari e sull’ottimizzazione del trasporto pubblico degli alunni, pur avendo una loro utilità, non sono certo tali da risolvere la situazione al di là dei prossimi due o tre anni al massimo. Continuare a garantire nel territorio della Valdegola un servizio scolastico efficiente, evitando fenomeni di dispersione, è però fondamentale, non solo per salvaguardare un presidio culturale in quel territorio, ma anche per invertire una tendenza all’abbandono dei centri collinari e al congestionamento di quelli situati nella valle dell’Arno».
E concludono: «Ormai a Balconevisi sono estremamente ridotti i servizi e gli spazi collettivi: forse a mantenere e accrescere la vitalità di un centro come questo un polo aggregativo permanente e polivalente, che combinasse la sede delle associazioni, occasioni di incontro di tipo ricreativo, culturale e di valorizzazione del territorio, la presenza secondo un calendario definito di determinati servizi di tipo sanitario o amministrativo, potrebbe essere più utile di una scuola elementare. Su questi temi abbiamo presentato una mozione. Speriamo che la maggioranza accetti di discuterne seriamente in consiglio comunale». —
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