Il Tirreno

Pontedera

capitale italiana della cultura 

Il museo dell’ex manicomio gestito dal Comune

Andreas Quirici
Il museo dell’ex manicomio gestito dal Comune

In via di definizione la convenzione tra Palazzo dei Priori e Asl per l’inserimento nell’offerta turistica della città

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VOLTERRA. L’offerta museale di Volterra sta per ampliarsi con uno dei suoi simboli più particolari. Palazzo dei Priori, infatti, è in procinto di prendere in gestione dall’Asl il Lombroso e tutto il percorso all’interno di Poggio alle Croci in cui sono visibili i segni dell’ex manicomio. Nel prossimo consiglio comunale, in programma venerdì, lo schema di convenzione tra l’amministrazione e l’azienda sanitaria è inserito tra i punti all’ordine del giorno.

L’obiettivo è evidente: acquisire una parte significativa del panorama culturale e sociale della città e migliorarne gli standard per rendere l’area ancora più fruibile al grande pubblico.

Del resto, siamo in fase di presentazione del dossier per la candidatura a capitale italiana della cultura e Volterra, con questa mossa, punta a inserire nel panorama museale della città anche un’altra peculiarità assoluta, quella legata agli anni in cui l’ex manicomio era un elemento molto importante nel contesto sociale. L’operazione, infatti, porterà il Lombroso e il percorso dentro Poggio alle Croci a essere inserito nell’itinerario dei musei civici. «Almeno questa è l’idea – ammette il sindaco Giacomo Santi –. Prima di tutto dobbiamo portare a termine la convenzione con l’Asl, poi effettuare lavori e, successivamente, capire fino in fondo come gestirlo».

Al momento, sembra che la soluzione sia quella della gestione esterna di museo e percorso, magari affidata a una società esperta di un settore su cui l’amministrazione comunale punta molto per dare sviluppo alla propria economia. I viaggi e le visite nell’ex manicomio, infatti, sono sempre molto partecipati. Nella maggior parte dei casi viene registrato il “tutto esaurito”. Ecco perché si tratta di un’opportunità che Palazzo dei Priori non vuol farsi sfuggire, anche nell’ottica della candidatura a capitale italiana della cultura 2021.

In fin dei conti, quello di Poggio alle Croci è un pezzo di storia della città che poche altre realtà possono vantare. Il Lombroso ospita i reperti derivanti dall’attività ospedaliera, come vecchi letti e camice di forza, ma anche parte dell’opera di Oreste Fernando Nannetti, noto con lo pseudonimo di Nof4, il paziente più famoso dell’ospedale psichiatrico, autore di un graffito su una parete con la fibbia della divisa, definito un esempio della cosiddetta Art Brut. —

Andreas Quirici

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