Gioco
Da Moriolo all’Amazzonia un libro sul prete-poeta don Luciano Marrucci
“L’uomo della melagrana “ scritto da Mancini
fede e letteratura
Un volume importante quello appena uscito per “La conchiglia di Santiago”: si tratta del libro di Andrea Mancini, “L’uomo della melagrana. Luciano Marrucci poeta e prete”, una pubblicazione realizzata nel novantesimo anno dalla nascita di don Luciano Marrucci (1929-2015), grande e singolare figura di sacerdote sanminiatese, importante soprattutto per i suoi meriti letterari. Il libro ha avuto l’apporto del Movimento Shalom e del Consiglio regionale della Toscana. Don Marrucci è stato direttore per quasi quindici anni dell’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, il più antico festival teatrale italiano, attivo ininterrottamente dal 1947.
Il sacerdote fu scoperto come poeta dal grande critico Sergio Solmi, che oltre a farlo uscire nel 1973 nella prestigiosa Antologia dello Specchio di Mondadori, ne curò una raccolta di liriche per l’editore Scheiwiller di Milano.
Nella sua vita don Luciano ha pubblicato numerosi libri, ma si segnala la traduzione di “Pittura su legno” di Ingmar Bergman per l’editore Einaudi. Ha diretto per molti anni il settimanale La Domenica e una prestigiosa casa editrice di libri d’arte, L’Orcio d’Oro, con la quale ha pubblicato edizioni pregiate.
Molti suoi testi teatrali sono andati in scena, con grandi attori e in festival importanti. Si ricorda ad esempio “Il principe felice di Wilde”, in un adattamento, andato in scena a Roma, con Alessandro Preziosi, “La profuga” e “Pittura su legno”, ambedue prodotti dall’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato. Il racconto di Mancini parte dall’infanzia di don Luciano, facendo scoprire al lettore momenti di grande intensità, a partire dagli anni Trenta, quando Marrucci frequentava le scuole dentro al convento di San Paolo. Poi tante “avventure”, compresa la ricerca del padre in Africa, i viaggi in tutto il mondo, che gli ispirarono il suo “Taccuino del viandante” e tanto altro. Tra l’altro nel 1990, insieme al Movimento Shalom, nelle persone di don Andrea Cristiani e di don Donato Agostinelli, andò in Amazzonia, rimanendo colpito dalle persone e dai luoghi, da quella che allora si chiamava Teologia della Liberazione. In tutto questo importante anche il suo “ritorno a casa”, sulla collina amata di Moriolo. È su quel colle, del resto, che don Luciano ha voluto anche la sua sepoltura. In appendice San Miniato nel tempo, antologia di testi inediti che Marrucci ha dedicato alla sua città. —
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