Il Tirreno

Pontedera

progetto scolastico  

I nomi dei deportati scolpiti sulle pietre della Memoria

Tommaso Silvi
I nomi dei deportati scolpiti sulle pietre della Memoria

Saranno posizionate davanti all’ingresso dell’Itis Marconi di Pontedera dagli studenti di “Vivere la storia”: «Mai dimenticare le folli crudeltà dell’uomo»

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PONTEDERA. Hanno curiosato negli archivi dei musei dedicati all’orrore dell’Olocausto. Hanno fatto ricerche, cercato nomi e letto storie cariche di orrore. Con due obiettivi: non dimenticare, e fare in modo che nessuno dimentichi in futuro. Sono i ragazzi dell’Itis Marconi di Pontedera, quelli del gruppo “Vivere la storia”, coordinato dai professori Daniela Bernardini e Luigi Puccini. Il lavoro di ricerca degli studenti, a maggio, si trasformerà in pietre. Segni indelebili che saranno posizionati all’ingresso della scuola. Ognuna porterà il nome di un deportato nei campi di concentramento.

Uomini e donne che hanno vissuto sulla pelle il dramma della discriminazione razziale, dalla fine degli anni Trenta alla prima metà degli anni Quaranta. «I ragazzi hanno dimostrato una grande sensibilità. Hanno cercato i nomi delle vittime, scandagliato le loro vite, e poi scelto una lista di nomi a cui saranno intitolate le pietre d’inciampo che a maggio saranno posizionate proprio di fronte alla porta d’ingresso dell’istituto», racconta Daniela Bernardini.

L’idea delle “pietre d’inciampo” è nata nel 1992 grazie all’artista Gunter Demnig, che le ha presentate all’interno di un grande progetto di arte urbana per ricordare gli ebrei deportati nei campi di concentramento. E gli studenti del Marconi faranno la stessa cosa: posizioneranno le pietre della memoria nel punto in cui, ogni giorno, passano studenti e professori. Tra i deportati che saranno ricordati di fronte al Marconi ci sono anche Ugo Barderi e Oreste Mancioli di Pontedera, deportati rispettivamente ad Auschwitz e Mauthausen, Giulio Cremisi di Chianni, Olga Galletti di Santa Croce sull’Arno, Liliana Archivolti di Monteverdi Marittimo, Arrigo Coen di Santa Croce sull’Arno. «Stiamo lavorando per valutare quante pietre potremo effettivamente posizionare e, soprattutto, per capire come potremo omaggiare il maggior numero di persone possibile. La nostra idea sta prendendo forma, gli studenti vogliono portarla a termine e anche il dirigente, Pierluigi Robino – spiega ancora Bernardini – è molto contento di questa iniziativa».

Nei giorni scorsi gli studenti del Marconi sono stati a Pisa, per ascoltare le parole di Tatiana Bucci, nell’iniziativa organizzata da Comune e università dedicata alla memoria delle vittime dei lager nazisti. Tatiana Bucci e la sorella Andra sono sopravvissute al dramma dell’olocausto, da loro vissuto nel campo di concentramento di Auschwitz. Scambiate per gemelle, Tatiana e Andra non vennero immediatamente uccise come accadeva alla maggior parte dei bambini, ma furono usate come cavie per gli esperimenti condotti dal dottor Josef Mengele. «Crediamo molto nella necessità di raccontare ai giovani uno dei periodi in assoluto più cupi della storia dell’umanità – conclude Bernardini – così che possano capire come l’uomo, in passato, sia stato capace di compiere folli crudeltà». Di seguito i nomi degli studenti dell’Itis Marconi del gruppo “Vivere la storia”: Nicolas Trezzi, Francesca Costagli, Gaia Paranunzio, Martina Melis, Mohamed Diop, Lorenzo Gennai, Davide Fiori, Giulio Angelilli, Brandon Ndjamen Tomi, Lorenzo Fargione, Leonardo Ceccanti, Davide D’Erasmo, Diego La Gioia, Filippo Fantozzi, Morgana Ciandri, Luca Meoli e Damiano Campigli. —

Tommaso Silvi

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di Redazione web