Il Tirreno

Pontedera

allarme ambientale  

Ex conceria: sversamenti e rifiuti pericolosi L’ultimatum del sindaco

Marco Sabia

Dopo i controlli dei forestali e i campionamenti dell’Arpat Spinelli ordina ai proprietari la rimozione di fusti e materiali dal piazzale a Ponte a Cappiano 

3 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Alla fine si è mossa direttamente l’amministrazione comunale, che con un’ordinanza firmata dal sindaco Alessio Spinelli ha ordinato ai proprietari dell’ex conceria Dallas di Ponte a Cappiano di rimuovere i rifiuti (in parte anche pericolosi) presenti nel piazzale di uno stabilimento dell’azienda in viale Colombo. La conceria è dismessa da tempo, da quando cioè ha cessato le sue attività e i libri contabili sono stati portati in tribunale. Ma mentre la Dallas passava nelle mani del tribunale, al suo interno rimanevano materiali di ogni tipo da rimuovere, tra cui anche rifiuti pericolosi; erano stati i carabinieri forestali, nell’aprile scorso, a fare un sopralluogo a Ponte a Cappiano, dove avevano accertato la presenza – come si legge nell’ordinanza sindacale – «di un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi».

I forestali avevano poi fatto “l’inventario” di tutto il materiale trovato, tra cui: bancali di legno, lastre di cartongesso, contenitori di metallo, secchi di plastica e di metallo in parte coperti e in parte no, destinati alla fase di rifinitura; poi 80 fusti in plastica blu della capacità compresa tra i 100 e 150 litri e altri 10 fusti in metallo più o meno grandi. I carabinieri forestali hanno scoperti che i fusti in plastica erano pieni o parzialmente pieni e coperti solo in parte, magari con una cerniera metallica ossidata; all’interno vi era materiale oleoso, in altri resine e in altri ancora ammoniaca e sali di cromo, tutti liquidi che servono per conciare la pelle. I militari, oltretutto, hanno notato che i fusti in metallo erano particolarmente ossidati e dall’interno stava colando liquido sul suolo.

A questo punto è intervenuta Arpat, che ha campionato le sostanze e ha accertato che erano riconducibili in maggioranza a rifiuti pericolosi; nonostante questo – si legge ancora nell’ordinanza – i rifiuti sono rimasti all’aperto senza che nessuno li mettesse in sicurezza e poi ne disponesse la rimozione e il corretto smaltimento. Da qui il Comune ha deciso di passare dalle parole ai fatti e di ordinare ai proprietari (ma non al curatore fallimentare) di procedere entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza «alla messa in sicurezza dell’area con la rimozione degli sversamenti su suolo e con le azioni necessarie ad evitare nuovi sversamenti di sostanze pericolose». Ma non finisce qui, perché l’amministrazione ha ordinato ai due proprietari di procedere – sempre entro 30 giorni – «alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti depositati ed a presentare piano di ripristino dello stato dei luoghi, che prevede le opportune attività di pulizia dell’area e dimostri l’assenza di inquinamento su suolo, da sottoporre ad approvazione del dipartimento Arpat del circondario Empolese Valdelsa». Qualora ciò non accada, sarà l’amministrazione a occuparsi di tutto ciò e a rimettere le spese ai due soci. —

Marco Sabia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa