Attenzione
«L’olio da piante antiche di Pomarance è come un farmaco»
POMARANCE. L’antica pianta d’olivo di Pomarance potrebbe tornare ad avere un futuro. L’associazione Terre calde di Toscana in collaborazione con il Cnr-Ibe di Sesto Fiorentino (con sostegni economici di Comune di Pomarance e Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra), infatti, ha portato avanti uno studio su vecchi olivi autoctoni resistenti alle gelate storiche dopo il 1956. Piante spesso lasciate incolte e soggette all’estinzione. Il risultato delle analisi effettuate in un centro specializzato di Verona è stato rilevante: l’olio di queste piante è risultato particolarmente ricco di polifenoli e vitamina E tanto che può essere considerato nutraceutico che, cioè, ha le stesse proprietà di un farmaco, secondo quanto stabilito dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa).
«Secondo l’agenzia – spiegano da Terre calde di Toscana – i polifenoli dell’olio d’oliva possono combattere lo stress ossidativo, mentre la vitamina E è riconosciuta proteggere le cellule del corpo umano dal danno ossidativo». Lo scopo del progetto è «capire come mai l’olio pomarancino veniva venduto nelle farmacie, anche a Milano – aggiungono dall’associazione – mentre oggi non c’è più tutta questa particolare richiesta». In due anni di censimento sono stati individuati e analizzati 11 olivi. Di questi, due presentano caratteristiche morfologiche e genetiche particolarmente eccezionali da consigliarne l’implementazione tramite piantagioni specifiche.
«Questo dimostra che le piante antiche, si sono adattate al nostro ambiente collinare, ai suoli metalliferi presenti, alla possibilità di gelate tardive, tanto da risultare più resistenti, più rustiche e a donare a chi le coltiva con metodo naturali un prodotto nutraceutico dal valore inestimabile – proseguono dall’associazione – Speriamo che questa ricerca porti gli agricoltori del territorio a valorizzare le loro colture con queste varietà autoctone e che l’olio prodotto venga di nuovo richiesto dalle farmacie. Abbiamo fatto una convenzione con un vivaio per moltiplicare le piante antiche ed è stata fatta domanda alla Regione per far entrare queste cultivar». —
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