Sicurezza
«Dopo l’aggressione a mio figlio disabile lo accompagnerò sempre a scuola»
Parla la mamma del quindicenne picchiato da uno studente più grande nei bagni dell’istituto superiore di Pontedera
PONTEDERA. «Oggi gli hanno messo le mai addosso. Ma ho paura per quello che può succedere a mio figlio in futuro». È una mamma disperata quella che racconta un fatto ancora da chiarire avvenuto in un istituto superiore di Pontedera, ma che lei non esita a definire atto di bullismo. Secondo quanto raccontato dalla donna, il ragazzo, nato nel 2005, sarebbe stato aggredito da uno studenti di un anno più grande nel bagno della scuola. Prognosi di cinque giorni e collare per un trauma cranico riscontrato al pronto soccorso di Pisa a cui si è rivolta dopo il racconto dell’adolescente, affetto da disabilità e seguito da servizi sociali e insegnante di sostegno, una volta tornato a casa.
«L’ho visto turbato – dice la mamma – Alla fine mi ha raccontato di essere stato colpito con un pugno al volto da un suo compagno di scuola. Già in un’altra circostanza si era verificato un fatto simile, alla fermata dell’autobus dove mio figlio ha ricevuto uno schiaffo dallo stesso ragazzo senza reagire».
Parole pesanti che sembrano indirizzare l’accaduto proprio verso il più tipico bullismo tra giovanissimi e che vede le famiglie coinvolte in vicende più grandi di loro. Per questo la donna si è rivolta sia al preside che ai carabinieri, ai quali ha presentato querela. Ora ci sarà un’indagine con la convocazione dello stesso dirigente scolastico, probabilmente degli insegnanti e sicuramente dei genitori.
Un caso simile a molti altri che, purtroppo ormai avvengono di frequente nelle scuole, ma su cui non si può abbassare la guardia. Istituti, istituzioni e forze dell’ordine sono impegnati per ridurre il fenomeno. Ma evidentemente non basta ad arginare questa situazione.
La vicenda avvenuta nel bagno della scuola superiore di Pontedera dovrà essere valutata dai carabinieri e dalla direzione scolastica. Dovranno essere acquisiti elementi per stabilire cosa sia davvero accaduto tra i due giovani. Ma di sicuro, le parole della mamma che ha denunciato l’episodio non possono essere ignorate.
«Ho paura per lui – afferma la madre – Non lo manderò più a scuola con il pullman. Cercherò di portarlo io e di proteggerlo». Un sacrificio che la donna si sente di fare per quello che ha di più caro al mondo, suo figlio, che sente minacciato da un coetaneo. Una sensazione brutta che rende i genitori inermi di fronte alla fragilità dei figli. E che si amplifica in questa circostanza, visto che la presunta vittima di bullismo è un giovane disabile.
La madre, però, sembra determinata ad andare fino in fondo a questa storia. E utilizza parole forti: «Voglio fare di tutto per difenderlo, ma soprattutto per fare giustizia. Bisogna avere il coraggio di denunciare questi episodi, altrimenti in Italia non cambierà mai niente. Mio figlio è stato picchiato e minacciato, deriso e messo nelle condizioni di avere paura. Non voglio che tutto questo continui. E per questo sono decisa ad fare di tutto per aiutarlo in questa delicata fase della sua vita». —
A.Q.
Altro servizio a pagina 9
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