Il Tirreno

Pontedera

processo in corte d’appello 

Condannati per stupro, disposta nuova perizia sulla presenza del Ghb

P.B.

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PONTEDERA. Si torna sempre sul Ghb. La sostanza che in primo grado fu ritenuta la causa dello stordimento della ragazza che poi fece sesso con i due amici accusati di aver introdotto la droga nelle bottigliette di Schweppes per approfittare di lei.

Per la difesa quella sostanza non è stata mai messa nella bevanda. Ieri pomeriggio la Corte d’Appello ha incaricato il professor Alberto Salomone, tossicologo forense dell’università di Torino, di chiarire vari quesiti. È il processo di secondo grado a carico di Edoardo Nieri e Mattia Rizza, di 27 e 26 anni di Pontedera, condannati a Pisa il 15 luglio 2016 a 8 anni per violenza sessuale di gruppo con l’aggravante della minorata difesa per aver indotto l’amica ad assumere il Ghb, conosciuta come la droga dello stupro.

Il professor Salomone dovrà rispondere sulle metodiche di analisi effettuate dai consulenti delle parti e anche da quelli nominati dal collegio del Tribunale pisano che accertarono la presenza anomala del Ghb, una perizia che fece pendere l’ago della bilancia sulla colpevolezza di Rizza e Nieri. Il tossicologo dovrà anche dirimere la questione sull’elemento che in natura, ma senza effetto drogante, si sostiene possa essere contenuto nella Schweppes. E questa è la tesi delle difese. C’è poi l’aspetto delle negatività del test sui capelli dei due imputati e della parte offesa circa l’assunzione del Ghb. Anche su questo aspetto dovrà fornire una risposta. L’udienza è stata rinviata a ottobre. Nieri è difeso dal professor Tullio Padovani e dall’avvocato Anna Francini. Rizza è assistito dal legale Luca Tafi con il collega Lorenzo Zilletti. Secondo i giudici del Tribunale di Pisa «non sussistono delle evidenze scientifiche o circostanziali che consentano di individuare delle fonti esterne di Ghb che possano aver contaminato i reperti oggetto di indagine tossicologica e che la presenza di detta sostanza all’interno degli stessi possa trovare ragionevole spiegazione solo nella sua volontaria e consapevole introduzione da parte degli imputati». La speranza di ribaltare la sentenza di condanna è affidata alla nuova perizia. —

P.B.

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