«Mandare a casa i lavoratori della coop significa creare il caos»
Il presidente della Paim si scaglia contro il sindaco reggente, gli amministratori e la direttrice. «Totale incompetenza»
CASCINA. L’attacco di Giancarlo Freggia, patron della cooperativa Paim di Cascina, al sindaco reggente, Dario Rollo, è forte e chiaro. L’imprenditore ha scritto una lettera aperta all’attuale primo cittadino di Cascina.
«Caro sindaco reggente, caro presidente Daniele Scotto e cara direttrice pro tempore dell’Rsa “Remaggi”, Elisabetta Epifori, il fatto di sentirvi, uno Montezemolo, l’altro Marchionne e l’altra Emma Marcegaglia, non vi dà il diritto di mettere in difficoltà economica e professionale decine di lavoratori e lavoratrici che da anni lavorano all’interno dei “Remaggi”». A cosa si riferisce Freggia? Alla decisione del consiglio di amministrazione di rinunciare alla collaborazione del personale di una cooperativa per l’assistenza agli anziani e di procedere con un concorso interno all’assunzione di personale. «Così è troppo facile! Finché economicamente fa comodo esternalizzare il servizio si esternalizza, e quando il bilancio, grazie esclusivamente a quella esternalizzazione, va leggermente meglio, si vuole indire un concorso pubblico per assumere direttamente il personale così da poter dire alla cittadinanza che, grazie a voi, sono state assunte decine di persone».
Dire “creeremo 32 nuovi posti di lavoro”, secondo Freggia, non corrisponde al vero. «Avrete solo sostituito l’attuale organico in forza alla cooperativa (che fino ad oggi ha dato l’anima per gli ospiti di quella struttura), con altri lavoratori vincitori di concorso. Cari top manager, internalizzare non ha senso. Non ha senso perché così facendo non solo non creerete nessun nuovo posto di lavoro, ma creerete caos».
Sarebbe un colpo per gli anziani. «Ma non ha senso nemmeno economicamente internalizzare il servizio di assistenza, perché l’internalizzazione andrà ad aumentare vertiginosamente i costi per le spese del personale», aggiunge. «L’unica motivazione che vi possa spingere ad insistere su questo obbrobrio può essere la vostra totale incompetenza in materia, non ci sono altri “motivi” ». Da qui l’invito a lasciar perdere. «Avete le ore contate, il sindaco a prescindere da chi vincerà (destra o sinistra) tra un paio di mesi finalmente se ne andrà, e con lui a seguire il presidente in quanto nominato dal sindaco e la direttrice emanazione del cda, quindi che senso ha indire questo concorso quando sapete che a primavera voi non ci sarete più?». —
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