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il palio di buti 

San Nicolao, la rabbia del giorno dopo: critiche sul mossiere

Lorenzo Lazzerini
Alcuni contradaioli di San Nicolao durante la sfilata (fotoservizio Franco Silvi)
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Alcuni contradaioli di San Nicolao durante la sfilata (fotoservizio Franco Silvi)

Mentre Ascensione festeggia, è polemica per il comportamento e le decisioni di Daniele Masala

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BUTI. Il galoppo di Umatilla squarcia il buio che cala su Buti al momento della finale e fa calare il sipario sul Palio 2020. Un'edizione che sarà ricordata per il ritorno alla vittoria di Ascensione dopo 15 anni, ma contraddistinta dalle polemiche che hanno animato la seconda batteria. Da una parte la gioia di Ascensione per un cencio riconquistato dopo la lunga attesa. Dall'altra la rabbia di San Nicolao, danneggiata dalla decisione del mossiere Daniele Masala di dare il via con i bianconeri completamente girati nella direzione opposta alla partenza.

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Una vera e propria beffa per la contrada bianconera, costretta a ricevere il testimone di “nonna” proprio da Ascensione. Il giorno dopo il Palio la rabbia è ancora tanta a San Nicolao, come dimostrano le parole del capocontrada Alessandro Leporini.

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«Purtroppo è successa una cosa mai vista nella storia della manifestazione. La decisione di Masala è andata contro il regolamento del Palio, dove è scritto che in regime di mossa coatta il via può essere dato anche con i cavalli non perfettamente allineati o senza che siano nelle posizioni prestabilite, ma non prevede che una contrada venga lasciata al canapo girata nella direzione opposta».

Il regime di “mossa coatta” venne introdotto dopo il Palio del 2011 che non fu assegnato a causa della lunghissima mossa della finale. Da allora il mossiere può costringere i fantini a partire se sono passati più di 20 minuti dall'inizio delle fasi di partenza. «Infatti è andata proprio così – commenta Leporini – e non capiamo perché il mossiere abbia annullato la prima mossa concessa dopo averla data valida quando i cavalli erano perfettamente allineati, mentre alla seconda occasione ha lasciato al canapo il nostro fantino senza dargli il tempo di girare il cavallo. È una cosa gravissima che non danneggia solo la nostra contrada, ma l'intera manifestazione».

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Anche il presidente del Seggio di Sant'Antonio, Franco Stefani, è dispiaciuto per il pasticcio della seconda batteria, anche se nel complesso giudica sufficiente il lavoro di Masala. «Vorrei che tutte le contrade si giocassero il Palio alla pari, e quello che è successo vorrei che non si ripetesse in futuro. Purtroppo il Palio è fatto anche di questi episodi, ma a parte questo errore direi che le altre mosse sono andate molto bene».

Un'edizione dove tutto è filato liscio, con molto pubblico sugli spalti e corse spettacolari. «Il bilancio è assolutamente positivo – dice Stefani – non è facile organizzare una manifestazione di questo livello in una realtà come la nostra, dove dobbiamo allestire il percorso in tempi strettissimi visto che si corre sull'unica strada che conduce direttamente in paese».

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Chi esulta è il capocontrada di Ascensione Jacopo Mannucci dopo aver visto i colori neroverdi di nuovo davanti a tutti a 15 anni di distanza dall'ultima vittoria. Decisiva la scelta di confermare Umatilla dopo i palii del 2018 e 2019. «La cavalla ha avuto più fortuna rispetto agli ultimi due anni – commenta – in tanti dicevano che andava forte solo nella prima batteria ma che non sarebbe mai andata altrettanto bene nella seconda, visto che nel 2018 e 2019 è sempre arrivata seconda in finale dopo aver dominato la prima corsa. Il vero problema è che non era mai riuscita a partire davanti, mentre stavolta è partita prima e ci è rimasta fino in fondo».

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La differenza l'ha fatta la monta, con il fantino Simone Fenu che ha interpretato benissimo il baio della scuderia Atzeni portandolo alla vittoria. «Non diamo responsabilità ai fantini degli ultimi due palii – dice Mannucci – diciamo che stavolta abbiamo scelto l'accoppiata perfetta. Fenu non ha sbagliato davvero nulla. Ha dimostrato di essere un grande fantino anche lungo il percorso, rimontando su La Croce e San Rocco. In finale poi è stato fantastico». —

Lorenzo Lazzerini

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