Sicurezza
la storia social
Il trapper con look avvinazzato scatena un duello generazionale
Pietro Mattonai
Tra reprimende dei “boomers” e risposte in slang dei “millennials” una foto di Sapo Bully infiamma il dibattito su “sei di Pontedera se”
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PONTEDERA. Brnbq, ollare, 4l, no snitch. No, non è la password di una rete Wi-Fi, bensì un esempio dello slang che, per una serata, ha invaso la bacheca di “sei di Pontedera se”, gruppo Facebook che raduna oltre tredicimila utenti e che, da più di cinque anni, è il cuore pulsante della vita digitale del pontederese. Una serata, quella di domenica, che sembrava chiudersi come tante altre, tra un post polemico per delle auto parcheggiate in divieto di sosta e gli appelli per chiamare a raccolta volontari per salvare il carnevale pontederese. Ma il bello doveva ancora arrivare.
LA FOTO
D’un tratto, eccola servita: la foto di un ragazzo a petto nudo, pantaloni abbassati ad altezza ginocchio, sigaretta in bocca e bottiglia in mano. Si tratta di Sapo Bully, membro del gruppo trap italiano degli Fsk Satellite insieme a Taxi B, Chiello Fsk e Greg Willen. A scatenare la polemica non è tanto il personaggio, quanto il luogo: il contesto, infatti, è quello di via della Misericordia, di fianco all’oratorio del Duomo. Le prime reazioni sono più o meno tutte sulla stessa linea: tra il bastone e la carota, molto meglio il bastone in questi casi. C’è chi invita a chiamare le forze dell’ordine e chi, invece, suggerisce di farsi giustizia da solo. Commenti che, perlopiù, arrivano da over 35. Del resto, come dicono le più recenti statistiche, Facebook è sempre più un social per “grandi”: la fascia con più utenti è quella tra i 35 e i 46 anni, con quasi sette milioni di iscritti.
LO SLANG
Presto, però, arrivano anche i commenti dei “giovani”. Ed è qui che il linguaggio cambia: brnbq, ollare, 4l, no snitch. Ma non solo: uno slang che divide gli anziani dai giovani, i boomer – ovvero coloro i quali sono nati tra il 1946 e il 1964 – dai famosi – e forse un po’ abusati come termine – millennial. Un divario generazionale che, sui social, si tramuta in divario linguistico. E quindi “brnbq”, acronimo per “bravi ragazzi nei brutti quartieri” – canzone di un altro trapper, Sfera Ebbasta – e “ollare”, che deriva direttamente da una canzone degli Fsk. Ma anche 4l, che significa “4 life”, ovvero per sempre, e “no snitch”, non fare la spia. Un mondo di parole e abbreviazioni che costruiscono una narrazione nuova e che, ovviamente, si scontra con la grammatica di chi, in un determinato mondo, non ci è nato.
OLTRE LE GENERAZIONI
Niente a che vedere con questo incontro-scontro generazionale hanno, invece, alcune uscite a dir poco infelici che si possono rintracciare sul post stesso. Oltre a qualche frase razzista, c’è anche chi invita alla violenza e chi, invece, ironizza sul fatto che i personaggi in questione arrivano direttamente dalla un noto istituto per l’assistenza alla disabilità dell’infanzia e dell’adolescenza. Come se queste ultime fossero uno stigma. Più che un mondo linguistico, questa è semplice cattiveria.
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