Attenzione
Vintage, virtuale e crossmediale se l’idea giusta nasce per caso
I racconti dei protagonisti del Polo di Navacchio tra app per inviare cartoline e servizi legati al marmo
Un viaggio di lavoro. Un incontro occasionale. Una falsa partenza. Persino un infortunio. L’intuizione di un’impresa, di un nuovo percorso lavorativo e creativo, può schiudersi da un evento apparentemente insignificante.
Per Geni Bigliazzi e Andrea Gambini tutto comincia durante un viaggio in auto verso Roma: due carriere separate, un appuntamento ciascuno, due destinazioni ma la stessa provenienza e un tragitto da condividere. Quel giorno le traiettorie delle loro vite si incontrano davvero. Oggi si indicano a vicenda come “la persona che ha segnato di più la mia carriera”. Quel giorno in auto parlavano di vacanze e precisamente di foto delle vacanze. Geni guidava, Andrea parlava e così scattò la fotografia con le scintille. Divennero soci e fondarono la società Emotion, lanciarono “Pem cards”, una app per spedire fotografie personali sotto forma di cartoline di carta che arrivano nella cassetta delle lettere come ai vecchi tempi. Le stesse che ricevono nelle occasioni speciali gli abbonati a Noi Tirreno.
«In realtà le mie startup sono state tre: – racconta Andrea – ho fondato Emotion, mi sono sposato e ho avuto una figlia». Le cartoline di Pem sono una storia di “motivAzioni”, gli incontri organizzati nell’incubatore del Polo tecnologico di Navacchio in collaborazione col Tirreno in cui giovani imprenditori toscani insieme a professionisti affermati, creativi, sportivi, scienziati, raccontano come è nata la loro idea con tutto ciò che segue.
La nuova storia di Michael Bertola comincia il 24 luglio 2014, il giorno di un infortunio. Che ha però la capacità di produrre un’evoluzione. Impegnato nell’azienda edile di famiglia a Carrara, Michael avvia “be-different” e lancia sul mercato il supporto tablet in marmo “Moon” destinato al mercato del lusso. L’intuizione nasce da una lampada rovesciata. Bello ma costoso, di “Moon” nascono versioni in plexiglass e alluminio più economiche e destinate a una clientela più ampia. Michael poi si cimenta su “vrfacile.com” che offre servizi digitali sulla realtà virtuale, per simulare l’esperienza del viaggio per esempio in un posto come la cava Fantiscritti di Carrara. La parola che ha scelto per autorappresentarsi è «tortuoso, come il mio percorso».
«Né giovane, né startupper» Lorenzo Garzella è l’outsider dell’incontro al Polo tecnologico. Il regista pisano, sceneggiatore e produttore cinematografico ha una storia pluridecennale e premiata. Ha fondato la casa di produzione Nanof e l’associazione Acquario della memoria. All’incontro di “motivAzioni” si definisce piuttosto un «dissipatore di idee», eppure fa appena in tempo a elencare una serie di progetti di cui si parla ancora: il mockumentary “Il mundial dimenticato” e a Pisa la cine-biciclettata, il cine-battello e Memory sharing: racconta la storia con le tue storie. “La scomparsa di mia madre” è l’unico film italiano in concorso al Sundance Film Festival. Non è facile sintetizzare il suo lavoro in un sottopancia: produttore, cineasta, documentarista, polinarratore, forse autore crossmediale. «Durante le riprese del Pinocchio di Benigni, il film italiano più costoso, raccogliemmo tre anni di materiale che era un peccato sintetizzare in un solo documentario». Così nacquero mostre, installazioni interattive, racconti itineranti, realtà aumentata, etc. Una cifra che diverrà una costante. «Crossmedialità – spiega Garzella – significa ramificare il contenuto con più mezzi e linguaggi, moltiplicando le narrazioni».
Nel 2020 Garzella tenterà di far uscire nonostante alcuni problemi di geopolitica un documentario su una scalatrice siriana, mentre Geni Bigliazzi e Andrea Gambini stanno già pensando più in grande, come il formato delle loro cartoline. Michael Bertola racconterà con vrfacile.com le energie produttive di Carrara. «Ho una figlia di 4 anni e vorrei che ci fosse un futuro per lei se vorrà nella sua città». —
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