Sicurezza
La “nonna” trionfa dopo 15 anni È Ascensione la regina di Buti
Capolavoro del fantino Simone Fenu e della cavalla Umitilla Lacrime di gioia del capocontrada neroverde Jacopo Mannucci
Al terzo tentativo Umatilla riesce a dettare legge e a riportare il Palio all’Ascensione. Dopo due secondi posti negli ultimi due palii, la cavalla della scuderia di Giovanni Atzeni fa esplodere di gioia il popolo neroverde dopo 15 lunghissimi anni, togliendogli il titolo di “nonna” (la contrada che non vince da più tempo).
Era dal 2005 che il cencio non prendeva la strada dell’Ascensione. Il sogno, dopo tanta attesa, si realizza.
Grande merito al fantino Simone Fenu, anche lui al primo trionfo al Palio di Buti, che compie un capolavoro nella prima batteria con La Croce e San Rocco e domina poi in finale. Per Ascensione arriva così il sesto successo della sua storia, e alla consegna del cencio dipinto da Sabina Buti, Giada Bernardini e Francesca Leporini, dell’associazione Artemisia, il capocontrada Jacopo Mannucci non riesce a trattenere le lacrime. Anche per lui è il primo successo, al quarto anno da capocontrada, e dopo tante vittorie sfumate sul più bello è arrivato il suo momento. Una gioia indescrivibile, che dedica alle sue famiglie: la moglie Martina e la figlia Nilde e la contrada Ascensione.
Palio combattuto con colpi di scena e le polemiche per la mossa della seconda batteria: protagonista, in negativo, il mossiere Daniele Masala.
Nella prima batteria si sono sfidate La Croce (Alessandro Fiori su Tiepolo), San Rocco (Silvano Mulas su Ribelle da Clodia) e Ascensione (Simone Fenu su Umatilla), dove il fantino sardo costruisce un pezzo del suo capolavoro. Dopo tre false partenze partono veloci La Croce e San Rocco, con Ascensione leggermente attardata, ma dopo la retta iniziale Fenu riesce a trovare il varco per passare tra i cavalli delle avversarie e a pennellare la traiettoria giusta per portare Umatilla in finale. Secondo San Rocco e terzo La Croce.
Nella seconda batteria le protagoniste sono San Nicolao (Virginio Zedde su Vanadio da Clodia), San Michele (Angelo Cucinella su Brigantes) e San Francesco (Cristiano Di Stasio su Vankook), ma più della corsa spicca la pessima gestione della mossa del mossiere Masala, tornato a dare il via al Palio di Buti dopo 11 anni di assenza. I fantini Zedde, Cucinella e Di Stasio si danno battaglia tra i canapi, ostacolandosi a vicenda e cercando di non perdere l’attimo per partire in testa. Una lunga attesa con molte partenze false che il mossiere non gestisce, concedendo prima una partenza buona annullata dopo aver dato il “via”, poi convalidandone una dove il cavallo di San Nicolao è completamente girato in direzione opposta al percorso. Vanadio da Clodia rimane tra i canapi e San Francesco va a vincere la batteria con San Michele alle spalle. Una decisione che fa andare su tutte le furie i contradaioli di San Nicolao. I bianconeri prima occupano il percorso nella zona della mossa e chiedono che la batteria venga ripetuta, ma il verdetto ormai è stabilito, e inferociti insultano il mossiere Masala per la sua decisione. Attimi di tensione (dove comunque tutto fila liscio sotto il profilo della sicurezza) che riscaldano il clima sulla pista di Buti, prima della batteria dei recuperi.
Qui si incontrano il “signore” Pievania (Gavino Sanna su Violenta da Clodia) contro i secondi classificati delle prime due corse: San Rocco e San Michele. La terza batteria conferma la tradizione che vede il “signore” sempre sconfitto al Palio di Buti dal 2017, quando a correre sono i cavalli mezzosangue. Una maledizione che non risparmia Pievania. La contrada biancoceleste parte in testa, ma lungo il percorso subisce la rimonta di San Rocco, con Silvano Mulas su Ribelle da Clodia abile ad attendere il momento giusto per passare Pievania e guadagnarsi la finale. Niente da fare per Violenta da Clodia, altra cavalla data per favorita, che dopo un buono spunto in partenza non riesce a resistere all’assalto di Ribelle.
In finale, San Rocco, San Francesco e Ascensione, e dopo quattro partenze false, col buio che cala su Buti, Simone Fenu e Umatilla trovano lo sprint e prendono vantaggio, proseguendo con una cavalcata trionfale che regala la sesta stella all’Ascensione.
Il popolo di Panicale esplode di gioia e corre a prendersi il cencio atteso dalla storica doppietta del 2004-2005, quando a trionfare furono Virginio Zedde e Roberto Filippini, entrambi sul cavallo Addin. Ora è Umatilla a riscrivere la storia della contrada neroverde. —
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