Gioco
Cascina smette di crescere dopo quasi un secolo. Nato in Italia il 76% dei bimbi stranieri
I dati dell’Ufficio statistico del Comune certificano, per la prima volta dal 1921, la diminuzione degli abitanti
CASCINA. Sono solo 40 residenti, ma fanno la storia. Per la prima volta dal 1921 cala la popolazione di Cascina. Nel 2018 i residenti erano 45.649, nel 2019 sono scesi a 45.609 (23.549 donne e 22.100 uomini). Il calo modesto certificato dall’Ufficio statistica del Comune è dovuto alla differenza tra nuovi cascinesi – l’anno scorso 114 in più – e al maggior numero di residenti morti rispetto a quelli nati, il cui saldo è pari a -154 persone. Insomma meno bambini e meno persone italiane e straniere che vengono a vivere a Cascina hanno determinato un dato epocale che non si riscontrava da quasi un secolo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.38352874:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38352874:1652780027/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
In 1.500 dicono addio
Il dato della popolazione residente in lieve calo è dovuto a diversi fattori. Tra questi ha un suo peso la differenza tra le persone che hanno stabilito la residenza nel Comune (1.700) e quelle che sono emigrate: vale a dire 1.586, il valore più alto dal 2006. E sono tanti i cascinesi che risiedono all’estero: gli iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero sono 1.180, contro i 1.126 del 2018, i 988 del 2016 e i 796 del 2012. Solo lo scorso anno gli emigrati sono stati 68. Cascina si conferma comunque una realtà “vivace” anche negli spostamenti interni, come si evince dal numero elevato di pratiche anagrafiche: 1.238 iscrizioni, 1.145 cancellazioni e 794 cambi di indirizzo. Il Comune di Pisa si conferma quello con il quale si è verificato il maggior numero di trasferimenti di residenza (604 persone in arrivo e 344 in partenza) mentre, per le iscrizioni dall’estero, lo Stato con maggiori provenienze è l’Albania (60 nel 2019).
Natalità in calo
Continua il calo delle nascite con un tasso di natalità complessivo sceso al 6,47, nonostante sia salito al 12,54 il tasso riferito ai soli cittadini stranieri. A questo dato si collega a quello sulle famiglie: nel 2019 erano 18.788, 272 in più rispetto al 2018. Una crescita costante nel tempo: nel 2016 erano 16.034, nel 2009 si è superata quota 17mila (17.129) e nel 2014 quota 18mila (18.121). Nello stesso periodo però è calato il numero di componenti dei nuclei famigliari: dai 2,58 del 2006 ai 2,43 del 2019.
Stranieri ma nati in Italia
Come già scritto le comunità straniere sono quelle in cui si registra la maggiore natalità. Questo fa sì che il 76,33% dei minori stranieri residenti nel Comune siano nati in Italia. Le nazionalità con il maggior numero percentuale di minori al loro interno sono la macedone e la serba. Più bimbi è sinonimo di crescita demografica, ma l’aumento della popolazione straniera è solo lieve, sebbene costante. Il 31 dicembre scorso, rappresentava l’8,12% del totale dei residenti, ma gli stranieri residenti sono cresciuti in di 71 unità. Un dato che è frutto di un saldo positivo di 43 persone per quanto la differenza tra nascite e morti e di un saldo positivo di 97 persone per quanto riguarda il movimento migratorio. A queste 140 persone vanno sottratti i 69 che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Di questi il 65% sono di origini albanesi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.38352879:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38352879:1652780027/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Albanesi e romeni
La maggioranza dei 3.703 stranieri residenti hanno cittadinanza albanese (970), romena (768), senegalese (361) e marocchina (335). L’insieme di queste cittadinanze rappresentano oltre il 65% del totale. Consultando la serie storica si nota come i senegalesi siamo gli unici ad essere rimasti stabili negli anni (nel 2005 erano 366), mentre è in continua crescita la comunità albanese (in 457 nel 2005). Interessante, secondo l’Ufficio statistica del Comune, l’analisi della suddivisione per genere dei stranieri residenti. Spicca lo sbilanciamento dei maschi senegalesi e delle femmine ucraine, polacche, georgiane, bulgare, russe e moldave, la cui presenza nel Comune potrebbe considerarsi, in molti casi, temporanea per fini lavorativi, in particolare per l’assistenza agli anziani.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.38352881:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38352881:1652780026/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sempre più anziani soli
Gli anziani che risultano abitare da soli, vale a dire in famiglie anagrafiche con un solo componente, sono 2.392. Di questi gli ottantenni sono 906, gli ultra novantenni sono invece 243. Un segmento di residenti in cui, come è naturale, si concentrano i decessi: il 21,60% nelle fasce di età da 86 a 90, il 16,93% da 91 a 95 e il 15,14% da 81 a 85.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
