Il Tirreno

Pontedera

L’intervista

Prima donna presidente per i conciatori: «Adesso pensiamo alle sfide per il futuro»

Andreas Quirici
La sede dell’Associazione conciatori di Santa Croce e, nel riquadro, Maila Famiglietti
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La sede dell’Associazione conciatori di Santa Croce e, nel riquadro, Maila Famiglietti

Parla Maila Famiglietti, nominata alla guida dell’Associazione conciatori a Santa Croce. «Intendo proseguire il lavoro avviato da chi mi ha preceduto» 

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SANTA CROCE. È la prima donna alla guida dell’Associazione conciatori ed è giovane - nel 2020 compie 40 anni. Ma tutto questo sembra non interessarle. «Ciò che conta è che, pur con caratteristiche diverse, continuerò il lavoro fatto da chi mi ha preceduto, senza preoccuparmi della durata della mia presidenza e puntando alle sfide che attendono il settore conciario», dice Maila Famiglietti, da poco nominata presidente all’unanimità dal consiglio d’amministrazione.

Cosa ha provato al momento della nomina?

«Sia dal punto di vista professionale che umano fa certamente piacere sentire la stima da parte dei colleghi del cda dell’Associazione che ringrazio per la fiducia che mi hanno manifestato. Quando me lo hanno proposto, ho ritenuto opportuno, prima di accettare, prendermi il giusto tempo per valutare. Ringrazio l’ex presidente Alessandro Francioni, tra i primi a credere nella mia figura, per l’impegno unico che ha dato all’intero distretto e che ci auguriamo vorrà dare ancora a lungo. L’esperienza dei senior è un valore prezioso».

Quante probabilità ha di proseguire alla guida dell’ente e quali sono gli obiettivi della sua presidenza?

«Questa presidenza si inserisce in un periodo di complessivi cambiamenti. Più che guardare alla durata dei ruoli, ci piacerebbe intanto gestire al meglio tutte le più recenti sfide. Sarà la gestione di questa fase, da qui al rinnovo del cda, che potrà darci indicazioni utili. Intanto si confermano tutti gli obiettivi, a partire dalla sostenibilità come il primo patto per l’economia circolare con la Regione, la riduzione della Co2 e la ricerca in corso. Fondamentale resta anche il tema della formazione e proseguiremo il progetto per la sicurezza delle aziende e dell’area industriale».

Ha intenzione di aprire un dialogo con il Consorzio conciatori di Ponte a Egola per superare le divisioni?

«Per Assoconciatori il dialogo è sempre aperto, compresa la proposta di integrazione della depurazione che abbiamo rivolto al Consorzio Conciatori. Il nostro modello di riferimento è Aquarno. Una gestione unica della depurazione farebbe risparmiare al settore risorse importanti, tutti avremmo la medesima tariffa di depurazione, tutti pagheremmo meno. Una società unica per questo ambito è la nostra proposta, che comporterebbe un superamento di qualsiasi tipo di distanza o divisione».

Parlando di donne alla guida di aziende, com’è la situazione nel settore conciario?

«Sotto questo profilo, possiamo dire che il distretto di Santa Croce, ci offre un esempio di presenza femminile abbastanza ampia in azienda: se è vero che storicamente il settore ha visto una presenza maggiore di uomini soprattutto per attività più gravose da un punto di vista fisico, è anche vero che nelle concerie ci sono sempre più donne nelle lavorazioni dove creatività e tocco femminile possono esprimersi al meglio. E ci sono donne non solo in conceria ma anche interessate alle dinamiche “politiche” del distretto: pensiamo solo a Silvia Rigatti presidente del Consorzio Depuratore di Santa Croce, o a Serena Brillanti, coordinatrice del Gruppo Giovani Conciatori, entrambe succedute ad altre imprenditrici». —

A.Q.


 

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