Il vescovo: «La nuova chiesa sia viva e una casa tra le case»
Solenne rito per la dedicazione della struttura il cui progetto partì nel 2013 ed è costato un milione e 700mila euro in gran parte finanziato dalla Cei
santa maria a monte. Con il canto gioioso “Chiesa di Dio, popolo in festa” intonato dal coro interforze diretto da Veronica Novelli con Maurizio Bagnoli organista, che ha accompagnato la processione introitale presieduta da monsignor Andrea Migliavacca, si è aperta la celebrazione solenne della dedicazione della nuova chiesa di Ponticelli, ieri pomeriggio. La chiesa è stata dedicata a Cristo Salvatore come avrebbe voluto don Alvaro Gori. Tanta, tantissima gente dentro e fuori l’edificio. In prima fila il sindaco di Santa Maria a Monte, Ilaria Parrella, consiglieri e assessori, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e il consigliere regionale Andrea Pieroni.
«Siamo ovviamente molto contenti di questa inaugurazione – ha affermato il vescovo di San Miniato Migliavacca – che porta a compimento un’idea e un lavoro di anni. L’augurio è che la chiesa viva davvero, a fianco delle persone. Una casa tra le case».
L’idea della chiesa a Ponticelli, infatti, parte dagli Settanta, ma fu quasi subito arrestata perché si accorsero che andavano incontro a spese a cui non avrebbero saputo far fronte. Invece nel 2013 riprese vigore l’idea che presto si tramutò in progetto bello e buono a cura dell’ingegnere Irene Storti, che ieri ha consegnato le chiavi al vescovo: quasi duemila metri quadrati per una chiesa da oltre 150 posti, un oratorio, una sala parrocchiale e spazi per le varie attività. Oltre a ben 500 metri quadrati di area esterna piastrellata e tanto verde, con piante autoctone.
Insomma, ora Ponticelli può andar fiera della nuova realizzazione. Finora i tremila abitanti della frazione ne erano sprovvisti e i credenti dovevano salire a Santa Maria a Monte per assistere alle varie funzioni religiose. Tra le prima a sopraggiungere ieri alla cerimonia di inaugurazione della chiesa, una signora di 84 anni che per “prendere” la sua messa (peraltro celebrata da don Bruno Meini che ora diventa anche parroco di Ponticelli) saliva e discendeva a piedi a Santa Maria a Monte. E come lei tante altre e altri, in mancanza di un’auto a disposizione.
Ora la chiesa, con le altre strutture “accessorie”, c’è, frutto di un lavoro paziente ma mai all’insegna dell’improvvisazione. Il criterio che ha guidato la marcia, anche grazie all’interessamento di don Mario Brotini che ha fatto il tramite con la Conferenza episcopale italiana, per attingere ai vari finanziamenti previsti da cui sono però esenti, per esempio, il campanile e l’esterno: una prima trance ha portato nella casse poco meno di 990mila euro poi c’è stata un’integrazione in corso d’opera che ha un costo complessivo di un milione e 700mila euro.
Certo, all’interno della chiesa, dedicata a Cristo Salvatore gli arredi sono semplici. Mancano le panche, per esempio, e ieri c’erano tante sedie che non sono bastate per tutta la gente che non ha voluto mancare alla solenne celebrazione: ne occorrerebbero 44, di panche, e ognuna ha un costo di 650 euro. Non ci sono statue e quadri di effetto scenico magari raffiguranti qualche santo. Se non opere d’arte a impreziosire la nuova struttura. —
Paolo Falconi
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