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Con “BookSound” i libri alzano la voce per stimolare la mente di chi ascolta

Con “BookSound” i libri alzano la voce per stimolare la mente di chi ascolta

Corso in due giornate di lettura a voce alta e narrazione alla biblioteca comunale È tenuto dall’attore e regista Vania Castelfranchi, ed è gratuito (su prenotazione)

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Peccioli. La Fondazione Peccioliper, in collaborazione con la casa editrice Marcos y Marcos e l’associazione Letteratura rinnovabile di Milano, organizza “BookSound. I libri alzano la voce”, due giornate di formazione in lettura ad alta voce e in narrazione.

Il corso si terrà sabato 1 e domenica 2 febbraio nella biblioteca comunale Fonte Mazzola. Perché leggere ad alta voce? Cosa accade al corpo e al cervello quando leggiamo un testo ad alta voce? Cosa accade in chi ascolta? Quando una mamma, un papà o una zia ispirata leggono Cappuccetto rosso a un bimbo prima che dorma, non gli consegnano solo una storia. Mentre il lato sinistro del suo cervello analizza il senso delle parole, il lato destro integra i dati razionali, vive emozioni e le rielabora. L’emozione influenza i processi cognitivi: in particolare memoria, percezione e decisioni. E il lato “emotivo” del cervello è molto attento a cogliere pause, intonazioni, accenti, ritmo adottato da chi legge. Il bambino si abbandona, si affida alla voce. Trama, casa della nonna, bosco, cacciatore, lupo e Cappuccetto acquistano “profondità”, ma il cervello perfeziona la propria capacità di riplasmarli. La lettura ad alta voce aiuta a “vedere” meglio quello che accade ai protagonisti di una storia. Charles Dickens, ad esempio, lo sapeva bene, e modellava con cura i dialoghi dei propri romanzi per renderli adatti alla lettura ad alta voce. Sappiamo poi che quando qualcuno di fronte a noi rovescia un bicchiere d’acqua, i nostri neuroni specchio emulano il suo gesto. Questo dovrebbe farci riflettere sulla potenza che acquista un testo narrato ad alta voce. Non sarà mai pari all’evento vero e proprio, ma certamente molto più che leggendolo in modo silente. Che ne è di tutto questo gioco quando si diventa adulti? Come mai viene perso per strada? Non c’è motivo, né alcuna convenienza perché questo accada. Ecco la ragione per cui è bene far ascoltare ai ragazzi delle medie e dei licei storie lette bene, meglio ancora spingerli a farle proprie interpretandole e narrandole.

Tradurre in forma scritta parole che venivano pronunciate a voce ha contribuito in modo decisivo ad accelerare il pensiero astratto e la creazione di nuove idee. Ma riappropriarci dell’“antico” uso della voce e dell’ascolto produce frutti eccellenti. Oltre a essere fonte di piacere e relax contribuiscono ad accrescere le capacità cognitive e decisionali del nostro sottoutilizzatissimo cervello. Questo corso si propone di aiutare insegnanti e volontari a perfezionare l’uso della propria voce, introducendo anche elementi di narrazione e movimento. Attraverso esempi, esercizi, prove individuali e di gruppo dedicati a respirazione, ritmo, intensità, toni, timbri, i partecipanti a questo corso lavoreranno su un romanzo “classico” del catalogo Marcos y Marcos, “La principessa sposa” di William Goldman.

Creando le premesse per realizzare un piccolo spettacolo di lettura ad alta voce, il corso segue l’esempio testato da cinque anni di lavoro di Booksound in decine e decine di scuole, e centinaia di classi, in tutta Italia. Il corso verrà tenuto da Vania Castelfranchi, attore e regista. Introduce il corso Marco Zapparoli, editore di Marcos y Marcos e presidente di Adei, Associazione italiana degli editori Indipendenti. Orari: sabato 1 febbraio dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17,30; domenica 2, dalle 9,30 alle 13 e dalle 14 alle 17. Il corso è gratuito, la prenotazione è obbligatoria. Per informazioni contattare la Fondazione Peccioliper: 0587 672158, info@fondarte.peccioli.net, www.fondarte.peccioli.net.–



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