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Il panorama da quassù? Tanto bello quanto l’amore di Vicopisano per la sua Torre dell'orologio

Carlo Palotti
Il panorama da quassù? Tanto bello quanto l’amore di Vicopisano per la sua Torre dell'orologio

In anteprima le immagini dello storico edificio ristrutturato grazie a una campagna che ha parlato al cuore dei cittadini 

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VICOPISANO. La Torre dell’Orologio sarà presto riaperta al pubblico. A poco più di tre anni dall’avvio della campagna di raccolta fondi “È ora di riaprirla”, l’iniziativa lanciata dal Comune di Vicopisano tra i cittadini, i professionisti, le aziende e gli enti del territorio, il borgo fortificato dal Brunelleschi, riprende possesso di uno dei suoi monumenti più belli e ricchi di storia.

A sostegno del progetto, capace di raccogliere più degli 80 mila euro necessari a rimettere in sicurezza le scale e i cinque solai della Torre, anche Il Tirreno, convinto media partner del Comune di Vicopisano in quello che passerà ai posteri, senza esagerare, come esempio concreto di virtuosità diffusa e amore per la cultura. Ieri mattina siamo stati a visitarla in anteprima. «Per noi è una grande soddisfazione - dice Matteo Ferrucci, sindaco di Vicopisano - perché a fine novembre del 2016, quando decidemmo di lanciare una campagna di finanziamento del progetto tra i privati, l’idea sembrò un po’ folle. Ed invece, anche grazie al sostegno del Tirreno e alla misura governativa Art Bonus (che prevede benefici fiscali per chi dona a favore della cultura, ndr), la generosità di alcune aziende, della Fondazione Pisa e di tanti piccoli e piccolissimi donatori privati, hanno permesso la realizzazione tutto questo».

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Per coinvolgere ogni strato della popolazione erano state pensate diverse iniziative, come “adotta uno scalino”, un modo per partecipare alla raccolta fondi anche versando poche centinaia di euro. «È stata un’esperienza molto bella - prosegue Ferrucci - partita dal basso e che ha visto la partecipazione di tutti. Un po’ come in quei sogni che alla fine si avverano». La risposta dei mecenati vicaresi, infatti, fu davvero incredibile. Basti pensare che già a marzo 2017, ad appena quattro mesi dall'avvio della campagna, erano già stati raccolti ben 50 mila euro. «Finita la prima fase - conclude Matteo Ferrucci - la parte più difficile è stata la realizzazione del cantiere. Ora siamo alla fine e nelle prossime settimane, dopo l’ultimo collaudo, uscirà un bando per la gestione della Torre. Il Comune si farà carico della manutenzione ordinaria del monumento, mentre chi la gestirà, avrà solo l’onere di tenerla aperta il più possibile».

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Alta ventisette metri e costruita in pietra verrucana tra il 1100 e il 1200, la Torre dell’Orologio campeggia alla base del bellissimo borgo fortificato da Filippo Brunelleschi. Inizialmente era alta più di trenta metri, ed assunse la funzione di campanile della pieve, scampando così alla distruzione di Vicopisano operata proprio dal Brunelleschi, impegnato nella fortificazione del centro. A ricordo del suo utilizzo passato restano tutt'ora le campane bronzee e la croce affissa sulla sommità del tetto. Solo successivamente, dalla fine del 1700, la Torre divenne poi l’orologio pubblico di Vicopisano ed ancora oggi, l’edificio, batte le ore e scandisce le giornate del borgo. —

Carlo Palotti

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