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I medici vanno in pensione, ambulatori verso la chiusura

Nilo Di Modica
I medici vanno in pensione, ambulatori verso la chiusura

Resta un solo dottore che non può sostenere i costi di centomila euro all’anno Ad agosto anche la segretaria e l’infermiera perderanno il posto di lavoro 

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SAN MINIATO. «A questo centro abbiamo dedicato 20 anni, è un fiore all’occhiello e lo vedremo chiudere». C’è molto rammarico nelle parole del dottor Luciano Ciampini, ponteaegolese doc alle soglie della pensione, quando parla del futuro del piccolo ambulatorio di via Giordano Bruno a Ponte a Egola.

Nato nel 1998, forte di una squadra di quattro medici, una segretaria, un’infermiera ed oltre dieci specialisti che periodicamente effettuano visite, il centro medico entro agosto potrebbe chiudere i battenti, dopo la morte del dottor Riccardo Pertici ed i pensionamenti di Ciampini e della dottoressa Vanda Taddei. «E pensare che venti anni fa abbiamo dato la disponibilità di oltre 500 milioni di lire per costruire il centro medico di fronte al vecchio dispensatorio della Provincia di Pisa. Ci accusarono di speculare, oggi cade a pezzi – ricorda Ciampini – Per anni abbiamo sentito parlare di Società della Salute in piazza Rossa, ma ad oggi non ve n’è traccia. Le strutture che abbiamo creato in questi anni non possono essere ospitate nel piccolo presidio di via Primo Maggio e con noi andranno perse. Un punto di riferimento per quasi 4.000 pazienti che trovano qui la professionalità di medici, specialisti e di un’infermiera e di una segretaria che in estate perderanno il posto».

A motivare la scelta di chiudere i battenti, anche i costi. «Mantenere in piedi tutto costa circa 10mila euro al mese – spiega Ciampini – Già adesso ce le sobbarchiamo in tre, dopo la scomparsa di Pertici. Il dottor Saadé, appena arrivato, da solo non ce la può fare». Da qui il tentativo, fatto in ottobre, di chiedere aiuto alle autorità. «Prima di mandare la disdetta per l’affitto abbiamo scritto a tutti – continua il dottore – Raccomandate fra assessore regionale alla sanità, sindaco, Provincia, Asl e via dicendo. In tre mesi non ci ha risposto nessuno».

Il risultato finale è che la frazione sanminiatese di Ponte a Egola rischia di restare senza medici. «Abbiamo provato a cercarne di nuovi, specie dopo che San Miniato era stata dichiarata zona carente per un posto da medico, ma non c’è stato modo – dice Ciampini – Eppure, con i nostri pensionamenti qui un giovane dottore potrebbe aspirare subito al massimale dei pazienti».

E poi l’appello: «Dopo tanto lavoro vorrei andare in pensione lasciando qualcosa. Sono disposto anche a non mollare per qualche mese, se può servire a una soluzione. Con la chiusura di questo ambulatorio quasi quattromila persone si troveranno senza medico ma senza nemmeno punti di riferimento. Non esisterà più un luogo come questo dove dalla sera alla mattina le ricette vengono consegnate e in cui, usciti dall’ambulatorio, chiedendo alla segreteria si prendono subito gli appuntamenti per le visite. La popolazione deve esserne cosciente». —

Nilo Di Modica

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