Il Tirreno

Pontedera

frode agroalimentare 

Fermato in Svizzera il collaboratore dei Buonfiglio

S. C.
Fermato in Svizzera il collaboratore dei Buonfiglio

Va avanti l’inchiesta sul concentrato di mele venduto come bio, ma alterato nella sua composizione con la chimica

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PONSACCO. È stato arrestato in Svizzera il collaboratore serbo dei fratelli Buonfiglio, coinvolto nel commercio del succo di mela taroccato per una frode alimentare che nei mesi scorsi ha portato in carcere 9 persone, anche se attualmente le persone indagate sono salite a 16.

A capo dell’organizzazione, secondo le accuse, ci sarebbero Walter Buonfiglio (ex amministratore unico del Ponsacco Calcio) e il fratello Giorgio Buonfiglio, residenti a Ponsacco e titolari dell’azienda “Italian food srl” di San Miniato, chiusa e sotto sequestro. Con loro due, rimasti in carcere per sei mesi, fino allo scorso 24 dicembre, sono stati arrestati 4 dipendenti della ditta attiva nell’agro-alimentare e nel settore degli alimenti dietetici e macrobiotici. E due fidati collaboratori degli imprenditori pisani, Ciro Barba di Nocera Inferiore e Gerardo Luciano di Solofra. Era destinatario di una misura di custodia cautelare in carcere anche il serbo Alexander Ramovic, considerato un punto di riferimento dei Buonfiglio in Serbia attraverso la società Perfect Fruit. Ma al momento in cui scattarono gli arresti disposti dal gip del tribunale di Pisa, Romovic non si trovava. Il 10 gennaio è stato fermato in Svizzera. È un enorme giro di affari per la contraffazione del succo ricavato con la “chimica” miscelando acqua e zucchero quello che era stato organizzato dai fratelli di Ponsaco, stando alle accuse. Prodotto con mele cadute a terra e quindi potenzialmente contaminate da insetticidi ed erbicidi. “Bad Juice”, succo cattivo appunto, nome scelto anche per l’inchiesta a cui hanno lavorato l’Ispettorato centrale repressione frodi del ministero delle Politiche agricole e la Guardia di finanza di Pisa. Le indagini ancora non sono chiuse, rispetto ai sequestri iniziali, sono stati effettuati ulteriori sequestri preventivi di 50mila euro ad altri imprenditori veneti coinvolti nella frode alimentare legata alle mele. –

S. C.

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