Gioco
Al via con l’onere e l’onore di essere i favoriti I rossoverdi puntano (di nuovo) sul Giarratano
San Michele conferma la strategia vincente del 2015 e si affida all’esperienza di un numero uno come il fantino siciliano Angelo Cucinella
Metti il fantino più vincente in attività al Palio di Buti, con il cavallo che, a detta di molti esperti, è il più adatto tra i sette a questo tipo di corse. Normale che a San Michele ci siano grandi aspettative per il Palio 2020.
La contrada rossoverde crede fortemente nel fantino che l’ha riportata al trionfo nel 2015, dopo 21 anni. Angelo Cucinella detto “Il Giarratano”, insieme al cavallo Class Life, interruppe un digiuno che durava dal 1994. Il fantino siciliano (nato a Partinico, in provincia di Palermo) ha vinto quattro palii sui 15 corsi a Buti: due con San Nicolao (2003 e 2006), uno con San Francesco (2010) e l’ultimo proprio a San Michele. Il capocontrada Marco Guerrazzi, al suo secondo Palio alla guida, ha deciso di puntare tutto sull’ultimo vincitore con la casacca rossoverde, formando un’accoppiata di tutto rispetto. Il cavallo è Brigantes, baio di 10 anni della scuderia di Giuseppe Fenudi. È il più esperto sia in termini di età che in quanto a esperienza in questo tipo di corse. Ha disputato molti palii in tutta Italia, vincendo per la prima volta lo scorso settembre sulla pista di Loreto, montato proprio da Angelo Cucinella. La coppia potrebbe fare bene anche a Buti, e dovrà dimostralo innanzitutto nella seconda batteria del Palio di domenica, dove affronterà San Nicolao e San Francesco. San Michele ha vinto due palii: nel 1994 con Claudio Naldi in sella a Power Lake e nel 2015 con Angelo Cucinella su Class Life. La scorsa estate ha vinto per la prima volta il torneo di calcetto a contrade che si svolge nel campo dell’ex circolo Primo Maggio. La contrada organizza la sagra della zuppa e del galletto (nel mese di maggio) e la storica festa della pizza e della birra (ad agosto), entrambe al Parco Danielli. Sorge su una zona ricca di storia, nel borgo di Castel di Nocco. Questa località si univa a un sistema di fortificazioni più ampio che comprendeva la fortezza di Sant’Agata sul Monte d’Oro, e deve il suo nome a Nocco Bonfigli, condottiero che nel XIV secolo si distinse per la difesa del borgo. La chiesa dedicata a San Michele Arcangelo risale all’epoca longobarda e si trova sul valico che segna il confine tra i comuni di Buti e Vicopisano, lungo la via del Termine. L’incendio divampato nel 1950 distrusse completamente il tetto, ma il 30 maggio 1995 dopo alcuni lavori di ristrutturazione l’edificio venne riaperto al culto. –
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