Toscana
Contratto conciari, fumata nera per l’aumento di 130 euro lordi
MILANO. Riprende la trattativa tra Unione nazionale industria conciaria (Unic) e sindacati per il rinnovo del contratto nazionale del settore conciario. Si riparte dalla piattaforma dei rappresentanti dei lavoratori che chiedono 130 euro lordi di aumento e la creazione di un fondo per l’assistenza sanitaria. La riposta della parte datoriale, per ora, sembra essere negativa.
«Le organizzazioni sindacali hanno illustrato la loro piattaforma congiunta dalla quale emergono, oltre alle richieste di aumento salariale, esigenze quali il potenziamento degli osservatori nazionale e distrettuali, l’avvio dell’assistenza sanitaria e trattamenti di miglior favore in tema di congedi, permessi, malattia, orario di lavoro – dicono dall’Unione nazionale industria conciaria – Unic ha descritto il difficile quadro economico attuale del settore, con cali di produzione annuale a doppia cifra sia in Italia che a livello mondiale, sottolineando come da questa situazione di crisi non si può prescindere nel rinnovo del contratto nazionale».
L’industria conciaria italiana è composta da 1.200 imprese, principalmente piccole e medie imprese a carattere familiare localizzate in quattro regioni (Veneto, Toscana, Campania, Lombardia), e oltre 17mila addetti con un fatturato annuale complessivo di circa 4,5 miliardi. Tra i comuni di Santa Croce, Castelfranco, San Miniato, Montopoli e Fucecchio ci sono circa cinquemila lavoratori.
«La concorrenza da parte di prodotti alternativi è agguerrita e, sempre più spesso, favorita da pratiche commerciali sleali, quali definizioni ingannevoli e falsi claim di sostenibilità – aggiungono da Unic per spiegare il momento delicato della pelle italiana – L’ondata di ingiustificati attacchi delatori nei confronti della pelle sta determinando un progressivo effetto di “demonizzazione” del materiale con conseguente sostituzione con prodotti sintetici derivati del petrolio, quindi fonti non rinnovabili e altamente impattanti».
Secondo i rappresentanti degli imprenditori conciari, «gli attacchi mediatici, la competizione globale e le sempre più articolate richieste dei clienti richiedono importanti processi di adattamento e flessibilità, al fine di mantenere quote di mercato e combattere un momento di crisi che, nella percezione di molti operatori, rischia di assumere caratteristiche strutturali. Il dialogo continuo con i rappresentanti sindacali è importante per veicolare informazioni corrette al pubblico dei consumatori e sostenere l’immagine del settore, attualmente sotto attacco». —
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