Il Tirreno

Pontedera

lutto in provincia 

Addio a Giuseppe Pezone medico e presidente della Pubblica Assistenza a Capannoli

Sabrina Chiellini
Il dottor Giuseppe Pezone (foto da facebook)
◗
Il dottor Giuseppe Pezone (foto da facebook)

L’associazione: «Ottimo professionista e grande amico» Aveva 64 anni, nel 2017 aveva perso la figlia in un incidente 

2 MINUTI DI LETTURA





CAPANNOLI. Da quando nel 2017 aveva perso la figlia Serenella di 27 anni in un incidente stradale avvenuto in Versilia, Giuseppe Pezone, non era più la stessa persona. C’era sempre una vena di malinconia nel suo sguardo. «Il dolore non lo puoi misurare, pesare o quantificare. È assoluto, intenso, totalizzante, paralizzante, offuscante, lancinante», aveva scritto il medico conosciuto a Pisa come in provincia. Sì, giusto dire aveva scritto. Perché ora Giuseppe ha raggiunto l’amata figlia. È morto all’età di 64 anni. Può volare libero dalla sua ragazza, strappata agli affetti così prematuramente.

«Si è spento un pezzo di cuore della Pubblica Assistenza di Capannoli, un uomo per anni presidente della nostra famiglia, eccellente medico ma soprattutto un ottimo amico», scrivono i volontari dell’associazione.

Pezone era originario di Pisa, e da lungo tempo era il medico di base di molte famiglie della Valdera, in particolare tra Capannoli e Santo Pietro Belvedere. «Sei e sarai sempre con noi, nei nostri cuori. Ciao Giuseppe», è il messaggio scritto dai volontari capannolesi.

La notizia ha suscitato sconforto in Valdera e in quanti lo conoscevano e sapevano che non stava attraversando un momento facile.

Uomo dai mille interessi, grande sportivo, un personaggio anche di altri tempi per certi aspetti, ha sempre cercato di spendere al meglio il suo tempo. Organizzava le Beppiadi in suo onore per incontrare e condividere i piaceri della tavola con gli amici.

«Ti voglio ricordare con una tua frase e con un sorriso: “Accendi le segnalazioni acustiche così vedono che stiamo arrivando”», scrive un amico per ricordare Pezone in arrivo su un incidente con ambulanza della Pubblica assistenza sull’Aurelia a Pisa ore 7 di mattina.

Ricordi indelebili.

Da circa due anni il dottore combatteva contro una grave malattia che aveva affrontato a testa alta, senza mai tirarsi indietro anche quando capiva che sarebbe stato difficile farcela. È morto a casa, assistito dalla moglie e dal figlio, secondo quelle che erano le sue volontà.

Fino a quando ha potuto è andato in ambulatorio per stare insieme ai suoi pazienti ai quali non faceva mai mancare una battuta, una parola per sdrammatizzare. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze