Il Tirreno

Pontedera

la parola all’esperto 

Il regista: come ramificare un progetto per arrivare a coinvolgere un pubblico più ampio possibile

Carlo Venturini

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NAVACCHIO. «La crossmedialità è contaminazione, è un unico progetto creativo che si ramifica verso mezzi diversi, con contenuti diversi per un pubblico più ampio possibile». È questa una delle tante definizioni che Lorenzo Garzella, regista, sceneggiatore, documentarista e produttore cinematografico dà al termine “crossmedialità”, tema che il giovane creativo cofondatore di Nanof e dell’associazione Acquario della Memoria, affronterà nell’incontro di domani al Polo Tecnologico di Navacchio. «Definizioni di crossmedialità ce ne sono molte - dice Garzella - ma posso dire ciò che essa rappresenti per me e cioè una necessità». Il regista, che è anche docente di video editing all’Università di Pisa, spiega questa “necessità” con un esempio. «Per i 70 anni dal bombardamento a tappeto della città di Pisa abbiamo raccolto una quantità di materiale impressionante. Il primo obiettivo del progetto è stato quello di farne una proiezione al teatro Lux, una proiezione multischermo. Mentre lavoravamo al progetto, la ricerca e raccolta di materiale è cresciuta enormemente. C’erano testimonianze fotografiche, c’erano audio, video, c’erano racconti e documenti dei sopravvissuti. Le persone continuavano a portarci materiali e noi ne trovavamo altri su rastrellamenti, sulla ricerca del cibo. Tutto non poteva essere condensato in un video, non sarebbe stato efficace o possibile». Da qui nasce dunque la necessaria ramificazione del progetto che diventa “fisiologicamente” crossmediale. «Esatto, perché il materiale raccolto per quel progetto si è diramato, ramificato in mostre, in storytelling, in trasmissioni radiofoniche. Contenuti diversi per mezzi comunicativi e divulgativi diversi, per arrivare ad un pubblico più ampio possibile. Il tutto partendo da un unico progetto».

Tra i progetti crossmediali di Garzella e del socio Filippo Macelloni ci sono: Firenze in guerra, Ar-no66 sull’alluvione di Firenze e “Oltre le Generazioni”, nell’ambito del Festival delle Generazioni.

Ma è con la sua associazione che Garzella si sbizzarrisce, con il progetto MemorySharing, un processo crossmediale partecipato e “dal basso” per la raccolta, condivisione, narrazione della memoria collettiva attraverso video documentari, installazioni interattive, mostre multimediali, eventi-live di storytelling. —

Carlo Venturini

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