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Contro la piaga della ludopatia nasce uno sportello di ascolto

Marco Sabia
Contro la piaga della ludopatia nasce uno sportello di ascolto

Ben 40 milioni all’anno spesi nelle varie scommesse e giochi d’azzardo«Abbiamo iniziato da pochi giorni e già si sono presentate alcune persone»

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FUCECCHIO. A Fucecchio - ogni anno - finiscono in slot machine, giochi a premi, scommesse sportive e lotterie varie qualcosa come 40 milioni di euro. Dati relativi al 2017 e che vengono dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, arrivati al grande pubblico grazie al lavoro di una divisione specializzata del Gruppo Gedi. Ma torniamo ai dati: 40 milioni di euro, il che vuol dire 1740 euro a testa ad abitante (neonati compresi). Le macchinette la fanno da padrone, visto che incassano qualcosa come 30 milioni.

Fucecchio è un comune da questo punto di vista in linea con gli altri della Toscana, dove le situazioni legate alla ludopatia – riconosciuta come vera e propria dipendenza dal gioco d’azzardo – distruggono le famiglie dall’interno, minano i rapporti umani e sbriciolano le certezze economiche. Con la consapevolezza che la ludopatia è un problema reale, la società civile si è mossa, mettendo a disposizione – spesso tramite il volontariato – forme di aiuto per chi cade nel vortice del gioco.

In questo senso, ad esempio, va l’apertura di uno sportello di ascolto per i problemi da gioco d’azzardo, voluto dalla Caritas Diocesana (guidata dal prete “anti-slot” don Armando Zappolini) allo scopo di fornire un primo aiuto a chi si sta autodistruggendo fra macchinette, lotterie e scommesse varie. A Fucecchio, ogni secondo lunedì del mese dalle 9 alle 11 nei locali dell’oratorio di Santa Maria delle Vedute (piazza Salvo D’Acquisto 5) c’è un’operatrice qualificata che dà una mano a chi sta perdendo le proprie certezze.

Perché la ludopatia può sembrare un qualcosa di lontano, di avulso, ma non lo è affatto.

Lo sportello contro il gioco d’azzardo si inserisce nel centro d’ascolto della Caritas Diocesana, da quest’anno passato nella nuova sede dell’oratorio. Un appiglio, un barlume di speranza, una scialuppa di salvataggio per chi sta naufragando: «Ci è capitato – racconta la referente del centro d’ascolto Stefania Di Marco – di ricevere la visita di una moglie disperata perché il marito stava dissipando i risparmi di una vita. Abbiamo iniziato da pochi giorni e già alcune persone si sono presentate, segno che purtroppo questa esigenza c’è. Noi proviamo ad aiutare, a spiegare cosa si può fare, anche in collegamento col Ser.D. È difficile, perché le persone arrivano qui, vorrebbero smettere ma non sanno come fare perché trovano slot ovunque. Si tratta di una piaga che colpisce trasversalmente: dal giovane che inizia a giocare online alla donna di 80 anni che mentre paga un bollettino si gioca 50 euro di gratta e vinci. Qui si parla di famiglie rovinate, economicamente ma anche umanamente».

Sportelli di questo tipo sono stati aperti in altre zone del Valdarno: in via Puccioni 118 a Santa Croce (dalle 9.30 alle 11.30 ogni primo lunedì del mese) e in via Tosco romagnola 120 a San Miniato (ogni primo mercoledì del mese, dalle 9.30 alle 11.30). Questi si aggiungono a quelli già funzionanti in tutta l’area grazie a un progetto voluto dalla Fondazione I Care di Fucecchio.

La consapevolezza del problema è evidente, il passo successivo (e più difficile) è quello di impedire che sempre più persone cadano nel vortice dell’azzardo. —

Marco Sabia

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