Il Tirreno

Pontedera

l’appello 

Biblioteca: gli studenti chiedono più spazi per il relax e apertura almeno fino alle 20

Federico Baldelli
Utenti della biblioteca Gronchi di Pontedera
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Utenti della biblioteca Gronchi di Pontedera

A inizio anno, in concomitanza con gli appelli universitari  la struttura è superfrequentata e mostra limiti di accoglienza

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PONTEDERA. È di nuovo gennaio, e nella biblioteca comunale di Pontedera, a due passi dal Museo Piaggio, c’è aria di “sessione”: circa ottocento studenti al giorno la utilizzano per studiare in concomitanza con gli appelli universitari d’esame. Nel corso dell’anno ci sono quattro periodi diversi in cui la Biblioteca Giovanni Gronchi sperimenta una alta affluenza. Prima di Natale e in gennaio-febbraio per la sessione invernale di esami, in giugno-luglio e poi tra agosto e settembre per la sessione estiva. . In questi momenti la necessità di trovare un luogo accogliente e adatto per concentrarsi si fa sentire impellente, e gli esami incombenti spingono gli studenti a rifugiarsi in biblioteca per cercare di dare ordine e sistematicità al proprio studio. Allo stesso tempo la BiblioGronchi – così si chiama tra gli studenti – offre più che un luogo attrezzato per studiare, ma costituisce un luogo di interazione e scambio tra gli studenti. Il carattere “sociale” della biblioteca rappresenta un valore aggiunto: le ansie, le paure, la fatica che lo studio può portare diventano condivise tra gli studenti, che possono così beneficiare di un ambiente sereno e rilassato, e allo studio possono accostare la pausa caffè.

Sebbene durante gli appelli universitari la biblioteca sia molto frequentata, l’affluenza generale è fisiologicamente soggetta a un andamento ondulatorio: nei mesi in cui le lezioni universitarie tengono gli studenti lontani da Pontedera, la biblioteca è più quieta e meno frequentata. Le sessioni di esame, al contrario, riempiono l’edificio con studenti provenienti da tutta la Valdera e da altri comuni vicini mettendo a dura prova la capacità ricettiva della biblioteca. In questo periodo, gli studenti arrivano il prima possibile per trovare posto, e all’ora di pranzo cercano, spesso invano, un tavolo libero nella sala “relax” per mangiare il pranzo che si sono portati da casa o hanno acquistato negli esercizi commerciali vicini alla biblioteca. Purtroppo durante i periodi di alta affluenza gli spazi non si dimostrano pienamente sufficienti ad accogliere tutti, e gli studenti faticano a trovare posto e mangiano sulle scale non trovando alternative.

Vittoria Ianniello studia Farmacia a Pisa e viene da Cascine di Buti per studiare in biblioteca: «La biblioteca è accogliente e funziona molto come punto di incontro sociale - commenta - Forse dovrebbero essere gestiti meglio gli spazi: servirebbero più tavoli per accogliere tutti durante le sessioni e rendere possibile a tutti di mangiare in area relax».

Vittoria Salvadori, studentessa a Storia, viene da Peccioli e interviene: «Il servizio generale è valido e funzionale, e accoglie con successo persone da tutta la Valdera. Penso sia paragonabile alle aule studio universitarie di Pisa. Il problema principale secondo me risiede nell’orario di fruizione: andrebbe spostata la chiusura almeno alle 20, sarebbe utile soprattutto per chi viene da fuori».

Il direttore della biblioteca comunale Roberto Cerri conferma il trend di affluenza nei locali, sottolineando che il picco annuale si registra proprio in gennaio, ormai da diversi anni: «Registriamo anche 27mila passaggi mensili in gennaio, che corrispondono a circa 1400 giornalieri: negli altri mesi di sessione le cifre sono simili, mentre nei mesi più calmi il contatore segna tra i 22mila e i 24mila». Rispondendo sulle questioni sollevate dagli studenti, Cerri ammette che «la capacità di ricezione della biblioteca è messa a dura prova durante questi mesi, ma abbiamo cambiato l’assetto dell’area relax per garantire settanta posti. Per quanto riguarda l’orario siamo riusciti a garantire l’apertura il sabato pomeriggio per tutto l’anno, che sarà molto importante per l’utenza più giovane. Per garantire stabilmente l’apertura fino alle 20 servirebbero fondi ulteriori, al momento non stanziati dall’amministrazione».

Un primo risultato sarà la riapertura dei cortili interni: i lavori di messa in sicurezza sono iniziati la scorsa settimana. «Oltre all’intervento sui cortili - dice l’assessore ai lavori pubblici Mattia Belli - saranno avviati i lavori per sistemare l’impianto termico e risolvere alcune delle maggiori infiltrazioni». —

Federico Baldelli



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