Italia
Morta dopo la cena a Colleoli: udienza fissata per i tre imputati
La 24enne di Navacchio è deceduta il 15 luglio 2018 per shock anafilattico dopo aver mangiato pane al latte: era allergica fin dalla nascita
PALAIA. Due udienze per decidere le sorti processuali di chi, secondo l’accusa e le parti civili, ha avuto una responsabilità nella morte di Chiara Ribechini, la 24enne di Navacchio deceduta il 15 luglio 2018 per shock anafilattico dopo aver mangiato pane al latte di cui era allergica fin dalla nascita.. Tra un mese davanti al gup Donato D’Auria è fissata l’udienza in cui sarà esaminata la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm Giancarlo Dominijanni per la legale rappresentante dell’agriturismo di Colleoli e le due cuoche. A maggio l’udienza riguarderà la discussione sull’opposizione alla richiesta di archiviazione per due cameriere.
La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso di Rita Astinenti di San Miniato e alle due cuoche Giovannina Montesano, 50 anni, di Montopoli Valdarno e Antonia Coppola, 59 anni, di Santa Maria a Monte. Tutte e tre sono difese dagli avvocati Alberto Marchesi e Rosa Rubino.
I genitori di Chiara sono assistiti dall’avvocato Francesca Zuccoli e chiedono al gip di mandare a processo anche le cameriere. Secondo i familiari anche loro sapevano della malattia di Chiara e nel momento in cui hanno preso l’ordinazione erano a conoscenza degli alimenti proibiti per la sua salute. Stando ai riscontri svolti dai carabinieri e inseriti nella richiesta di rinvio a giudizio all’origine del malore fatale per la 24enne ci sarebbe stato il pane al latte e la vellutata di piselli. La giovane aveva una forte allergia ai latticini e nella sua vita andava solo in due ristoranti dove conoscevano le sue necessità vitali. Colleoli era uno di questi. Qui la famiglia aveva fatto feste per ogni occasione proprio perché il locale sapeva di Chiara e ogni volta preparava con la massima attenzione i piatti da servirle. — «Questi piatti vanno al tavolo di Chiara, fate attenzione» avevano detto le cameriere alle cuoche impegnate a preparare gli antipasti con il pane al latte, gran parte del quale di produzione dell’agriturismo, accompagnato al passato di piselli. La bruschetta al latte non doveva essere mangiata dalla giovane.
I valori riscontrati su latte e uova, per i crostini mangiati prima dei pasti, e su altri alimenti, sarebbero stati così elevati da giustificare l’inefficacia della puntura di adrenalina che la 24enne si era somministrata nell’estremo tentativo di superare una crisi che non le ha dato scampo. —
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