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San Giovanni 

A giudizio il marito violento che voleva uccidere la moglie

– Sabrina Chiellini
A giudizio il marito violento che voleva uccidere la moglie

I carabinieri erano pronti a fare irruzione nella casa della coppia dopo ore di angoscia. Il difensore dell’uomo chiederà il rito abbreviato

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SAN GIOVANNI ALLA VENA. Arriva stamani in tribunale, davanti al giudice Maria Grazia Grieco, la storia del marito violento che circa un mese fa, mentre era sotto l’effetto della cocaina, aveva picchiato e minacciato di morte la giovane moglie, cercando di spingerla fuori da una finestra della casa dove vivono a San Giovanni alla Vena.

Inizia il processo per direttissima, fissato dopo la convalida dell’arresto da parte del Gip Donato D’Auria che aveva disposto la misura della custodia cautelare in carcere dell’uomo, un marocchino che ormai da molti anni vive in Italia e che ha occupazioni saltuarie.

Più di cinque i reati che gli vengono contestati e tutti di una certa gravità: dal sequestro di persona, lesioni personali, minacce, maltrattamenti in famiglia, danneggiamento ai danni della caserma dei carabinieri, dove il 31enne aveva proseguito a inveire con calci e pugni contro pareti e arredi, e quelli contro l’auto di un residente della zona dove vive il marocchino, raggiunta dagli oggetti che l’uomo, in preda alla rabbia, aveva lanciato in mezzo alla strada.

I carabinieri di San Giovanni alla Vena gli hanno contestato anche il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: in casa i militari avevano trovato e sequestrato 24 grammi di cocaina. Droga che, secondo quanto è emerso, potrebbe essere alla base del fatto, avvenuto a metà dello scorso mese a San Giovanni alla Vena. Una notte di terrore con scene che gli stessi soccorritori, come hanno ammesso dopo l’arresto dell’uomo, non avevano mai visto prima. Nemmeno chi ha alle spalle numerosi anni di carriera nelle forze dell’ordine.

Una storia incredibile. Il 31enne, nel corso di una violenta lite, era arrivato a sequestrare in casa la moglie, tentando di gettarla dalla finestra. La teneva per i capelli, le puntava il coltello alla gola, la strattonava da una parte all’altra come si potrebbe fare con una bambola. Entrambi erano completamente nudi. In tutto questo l’uomo aveva trovato anche il modo di afferrare il suo cellulare e di fare una diretta su Facebook di quello che stava facendo. Un video che doveva servire come monito per altre donne. Fino a quando, dopo ore di trattative con i carabinieri, il marito si era arreso e consegnato ai militari. Convinto da una lunga mediazione, era uscito insieme alla moglie. L’aveva lasciata vestire e insieme avevano chiuso quella notte da dimenticare e che avrà pesanti conseguenze giudiziarie. Il marocchino è difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto che chiederà per il suo assistito il rito abbreviato condizionato all’audizione della parte offesa, cioè della donna che finora non aveva trovato il coraggio di denunciare. –

Sabrina Chiellini

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