Sicurezza
Fuoco amico contro la senatrice che sghignazza sul cacciatore morto
Il commissario regionale della Lega la invita alla cautela, il collega Ziello si fa ritrarre in foto con fucile e selvaggina
CASCINA. Se non fosse che c’è di mezzo la vita di una persona ci sarebbe da ironizzare sul fuoco amico in cerca di vittime in casa della Lega. Ma di ironia ce n’è stata fin troppa sulla morte del cacciatore ucciso per sbaglio durante una battuta di caccia alla volpe nelle campagne di Mantova. La prima a sghignazzare è stata la senatrice della Repubblica, Rosellina Sbrana, consigliera comunale e Cascina e poi catapultata a Roma dal successo del Carroccio alle ultime politiche con tre parlamentari pisani entrati in Parlamento. Tante le reazioni al post compresa quella del parlamentare europeo Susanna Ceccardi. . Bang: il primo sentore del fuoco amico, che mette in evidenza nuove e vecchie antipatie.
Poche ma mirate le parole di Ceccardi, con un invito al rispetto della morte e della famiglia. Poco in confronto alla provocazione apparsa ieri sul profilo del collega del Carroccio, Edoardo Ziello che si è “improvvisato” cacciatore, ironizzando con l’animalista Rosellina. La veterinaria, dirigente medico del Ministero della Sanità, di fronte alla notizia della morte del cacciatore non è riuscita a trattenere la propria ostilità nei confronti di chi imbraccia un fucile per uccidere un animale. Ha commentato la notizia su Facebook con cinque faccine sghignazzanti. Possibile? si sono chiesti in tanti. Non pensa al rispetto per la vittima e la sua famiglia?
La senatrice, richiamata all’ordine, come lei stessa ammette, dal commissionario regionale, il deputato Daniele Belotti. Ma non per questo vuole ritrattare. Prova però a smussare la linea. «Non ridevo della morte in sé ma del fatto che i cacciatori si fossero sparati tra di loro. Comunque – spiega la senatrice – su Facebook le persone ingigantiscono le reazioni, il mio non era un vero e proprio commento».
Inevitabile una domanda sul post di Ziello che si fa immortalare con fucile in mano, selvaggina ai piedi ed esordisce con il consueto aplomb: «Non c’è niente di meglio di una bella battuta di caccia tra amici in un’azienda agrituristica venatoria. Buona domenica a tutti voi». E tanti saluti (sottintesi) alla collega animalista. «Ziello che va a caccia? Questa è nuova. Non è vero. Comunque non vedo i suoi post su Facebook, sono stata bannata. Non avrà il porto d’armi per cacciare, almeno non l’ho mai sentito dire». Un’altra delle caratteristiche di alcuni leghisti pisani, venute a galla in tempi recenti, è quella di escludersi a vicenda dai social, come se poi non ci fosse qualcuno che fa girare gli scatti fotografici di quello che scrivono.
Intanto il consigliere regionale Andrea Pieroni (Pd) chiede le dimissioni della senatrice. «Chi gode, sghignazza ed ironizza sulla morte di una persona non è degna di rappresentare i cittadini in Parlamento». E ancora: «La senatrice Sbrana dovrebbe lavorare per migliorare od aggiornare le leggi vigenti, invece di sbellicarsi dalle risate alla notizia della morte di un essere umano».
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