Gioco
Incentivi, il ministero assicura «Decreto Fer2 entro febbraio»
L’ha annunciato il governatore Rossi: «Accordo di programma per lo sviluppo entro la fine del mandato». Il monito di Giannoni: «Non c’è tempo da perdere»
pomarance. Iniziamo dalle assenze all’iniziativa, promossa da Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata) e dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil ieri mattina al Teatro De Larderel di Pomarance per fare il punto sulla produzione geotermica. L’assente era Enel, il player del settore geotermico. Mentre c’era la Regione con il governatore Enrico Rossi, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani; vari consiglieri tra cui Andrea Pieroni, Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini, il capogruppo di M5S Giacomo Giannarelli. Oltre ai sindaci dell’area geotermica, con al tavolo il presidente di Confapi provinciale Luigi Pino e i sindacalisti Dario Campera, Angelo Colombo, Dario Fuso. Secondo quest’ultimo anche «Cosvig ha bisogno di nuovi impulsi. E poi occorre già rivolgere lo sguardo al rinnovo delle concessioni del 2024». Proprio il presidente della Regione Rossi ha informato l’assemblea della telefonata fatta in mattinata con la sottosegretaria Alessia Morani del ministero dello Sviluppo economico: «Mi ha rassicurato che a febbraio conta di approvare il decreto che reinserirà la geotermia tra le fonti di energia rinnovabili che possono accedere agli incentivi. È un provvedimento che aspettiamo da due anni». Insomma il tanto atteso Fer2. «Mi auguro quindi – ha aggiunto Rossi – prima della fine del mio mandato di firmare un accordo di programma per lo sviluppo delle aree geotermiche sia con il Governo che con Enel, che si era detta favorevole ma che aveva congelato la sua firma fino al reinserimento della produzione geotermica tra le fonti di energia rinnovabili finanziabili attraverso incentivi, ovvero con il cosiddetto decreto Fer2 che il governo promette di approvare a febbraio. È una buona notizia per tutti e per il futuro di queste aree». Aree che arrivano a raggiungere il 50% del Pil locale, con 5mila persone tra addetti e indotto con il settore geotermico. E che quindi questo merita attenzione. In attesa che si sblocchi la questione del Fer2 quali possono essere gli aiuti che la stessa Regione potrebbe mettere in campo? «Innanzitutto l’accesso facilitato al credito con Fidi Tosca – spiega Rossi – con fidi gestiti direttamente fino a 25mila euro; poi un diverso rapporto con la produzione inevitabile di Co2 che potrebbe essere gestita a scopi industriali invece di importarla dalla Romania; infine che Enel deve essere il motore di sviluppo di queste zone, le quali non devono avere “il contentino” del marciapiede nuovo o della illuminazione; in ultimo Cosvig si trasformi da ente ad agenzia del territorio. Con i soldi che incassa (circa 20 milioni all’anno) potrebbe fare tante cose a favore dell’area». Concetto ripreso dalla sindaca di Pomarance, Ilaria Bacci, secondo la quale, qualora non andasse a soluzione il decreto Fer2, «bisogna tornare al Mise». ma che al tempo stesso bisogna richiedere a Enel «il rinnovamento degli impianti, quindi cospicui investimenti nella ricerca». Perché la geotermia che detiene il 30 per cento della produzione regionale e il 3 per cento di quella nazionale, «diventi “monopolio naturale” per essere trattata con competenza e non con approssimazione. Sempre nel rispetto dell’ambiente».
Una scossa è venuta da Carlo Giannoni: «Siamo in piena emergenza – così l’ex sindaco di Monteverdi, da poche settimane rappresentante delle imprese dell’area geotermica –, c’è un silenzio omertoso sulla gravità della situazione economica e sociale dell’area geotermica, se tante imprese si sono costituite in una rete vuol dire che non c’è tempo da perdere, si rischia un disastro per tante famiglie». –
Paolo Falconi
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