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Piaggio, trenta periti in fabbrica e “gli esclusi” protestano ancora

P.Fa.
Piaggio, trenta periti in fabbrica e “gli esclusi” protestano ancora

Nuova manifestazione degli operai che non sono stati più chiamati al lavoro  Usb: «L’azienda è patrimonio della Valdera, i sindaci sostengano la nostra lotta»

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pontedera. Mentre Piaggio assume con contratto a tempo determinato trenta periti tecnici freschi di diploma sistemandoli sulle linee dei veicoli commerciali, i settanta operai che hanno lavorato nell’azienda della Vespa con contratti a tempo determinato per poi vedersi sostituire da cento interinali nel maggio 2019 continuano la loro protesta, supportati dai sindacalisti dell’Usb.

Nella conferenza stampa di ieri, proprio a due passi dalla portineria centrale dell’azienda metalmeccanica, i rappresentanti dei lavoratori hanno puntato il dito proprio contro la Piaggio, rea di base di non tener conto delle aspettative degli oltre 70 operai, ormai a casa da mesi e con scarse speranze di essere reintegrati. «Nel 2019 non sono stati chiamati – sottolinea con rabbia Alessandra Benvenuti della rsu Piaggio in quota Usb– Anzi l’azienda ha fatto ricorso ad altri contratti, 100, del tutto nuovi e in prevalenza giovani. E gli esclusi, in stragrande maggioranza donne e non più giovanissimi, devono stare a casa senza stipendio e senza speranze». Una situazione che si è verificata dopo l’entrata in vigore del cosiddetto “decreto dignità”, promosso dal governo Lega-5 Stelle.

Ma il caso non si sblocca. A poco sono servite le precedenti e vistose proteste di questo gruppo di operai «sorretti peraltro soltanto da Usb» già saliti sul tetto del Palazzo Blu a Pisa in primavera, e agli inizi di dicembre incatenatisi di fronte alla sede della Regione a Firenze per chiedere un incontro col presidente Enrico Rossi.

Proprio alle istituzioni, gli stessi contrattisti chiedono «maggiore impegno e più interesse per risolvere il nostro dramma. Anche il sindaco di Pontedera, Franconi, non ha risposto a nessuna delle nostre informative, mentre Rossi ha scritto a Colaninno affinché ripensasse la scelta operata da Piaggio» riguardo alla chiamata di lavoratori interinali, in base al decreto dignità. Ma non solo Franconi deve interessarsi: «Perché non lo fanno – si chiede preoccupata Alessandra Benvenuti – anche gli altri sindaci dei Comuni della Valdera, visto che l’azienda da sempre è patrimonio dell’intera area? Insomma bisogna ricominciare a parlare di Piaggio, dei suoi problemi e dei suoi lavoratori».

E chiede «il ripristino delle liste di anzianità, in base alle ore e alle giornate lavorate in azienda, il reintegro di questi 70 dipendenti». Parole dure, che si aggiungono alla definizione di «inqualificabile», riferito al «comportamento si Piaggio verso questi lavoratori, che hanno dato parecchi anni della loro vita all’azienda metalmeccanica». E poi: «È una vergogna che nessuno ci risponda».

E qualcuna delle operaie vuole precisare che «noi chiediamo soltanto di fare il nostro lavoro e il reintegro di tutti i contratti a termine interessati da questa operazione».

Le iniziative e le forme di lotta non sono finite qui. —

P.Fa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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