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S’insedia il comitato promotore ma manca l’Università di Pisa

S’insedia il comitato promotore ma manca l’Università di Pisa

Con la candidatura della città della Torre l’ateneo ha declinato l’invito di Volterra Il direttore Paolo Verre: «Sfida epocale che deve essere colta da tutti»

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VOLTERRA. Comune di Volterra, Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, diocesi di Volterra, casa di reclusione di Volterra, Società della Salute, Consorzio turistico Volterra Valdicecina, ProVolterra e Volterra-Detroit Foundation. Sono questi gli enti che partecipano al comitato promotore per la candidatura di Volterra a capitale italiana della cultura 2021. Un gruppo di soggetti di indubbio peso, ma in cui si nota l’assenza dell’ambito universitario.

Non c’è, per esempio, l’ateneo pisano a cui Palazzo dei Priori aveva richiesto l’adesione in tempi non sospetti. Ma la risposta è stata negativa, vista la presenza di Pisa tra i candidati. Una decisione che non ha provocato grossi scompensi a Volterra, anche se la presenza dell’Università avrebbe dato un peso maggiore a tutta l’operazione. Il tentativo ora sarà di coinvolgere comunque il mondo accademico e intellettuale per cercare di ovviare a questa assenza.

La prima riunione del comitato promotore è stata presieduta dal sindaco Giacomo Santi che prevede «che altri enti possano farsi promotori prima della data di presentazione del dossier». Marzo è la scadenza per la presentazione del progetto, vero e proprio elemento fondamentale per la candidatura a capitale italiana della cultura del prossimo anno. Il direttore della candidatura sarà Paolo Verri, già direttore della Fondazione Matera Basilicata 2019. Sarà lui a tirare le fila della scrittura del dossier. «Lavorare alla candidatura di Volterra 2021 è un grande onore – ha detto Verri –. Una città millenaria al centro di quattro provincie tra le più belle e visitate d’Italia che intende mettersi in gioco a partire dai suoi giovani, dai nostri giovani. Una sfida epocale che deve essere colta come un segnale preciso per tutti quelli che lavorano non solo nei settori culturali, ma più in generale nello sviluppo urbano».

Insieme al dossier di candidatura, verrà costruito il piano strategico pluriennale in ambito turistico culturale della città di Volterra, il cui coordinamento è stato affidato a Ledo Prato, manager culturale e segretario generale di Mecenate ‘90. In pratica, quello che Santi ha sempre descritto come una sorta di «piano regolatore culturale per Volterra». Secondo Prato, «il piano strategico a base culturale della città sarà costruito attraverso la partecipazione dei cittadini e il coinvolgimento di un’area territoriale vasta. Uno strumento di programmazione per superare lo spopolamento delle aree interne, per migliorare le connessioni e rilanciare lo sviluppo turistico di qualità nell’ambito di una strategia di rigenerazione urbana e umana. Facendo tutti il massimo possibile potremo costruire un diverso futuro per Volterra».

Fin qui tanti buoni propositi per lanciare una candidatura difficile per un titolo a cui aspirano tante città importanti, compresa una nutrita rappresentanza di toscane. La polemica tra Volterra e Pisa ha tenuto banco a lungo, nei giorni scorsi, con il capoluogo che ha annunciato di voler concorrere dopo la partecipazione ufficiale della città etrusca.

Ma Volterra vuol fare le cose perbene ed è per questo che sta lavorando per strutturare il gruppo che lavorerà concretamente al progetto dotandosi di persone con esperienza in circostanze di questo genere. Dopo gli incarichi affidati a Verri e Prato, si attende ora l’inserimento nell’organico di un addetto stampa che abbia lavorato a operazioni simili e che abbia trascorsi con eventi a livello nazionale. —

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