La protesta
Le aule assomigliano a congelatori venti classi si rifiutano di fare lezione
Sotto accusa la taratura dell’impianto di riscaldamento. Il dirigente: «C’erano appena 12 gradi, troppo pochi»
Nelle aule il termometro supera di poco i 10 gradi. E gli studenti protestano. Ieri mattina circa venti classi del liceo scientifico XXV Aprile non hanno preso parte alle lezioni, rifiutandosi di entrare nella “scuola ghiacciolo”.
La storia dei riscaldamenti che non funzionano correttamente negli edifici scolastici è vecchia, ma a quanto pare non sono ancora state trovate delle soluzioni. Ogni anno, al primo vero freddo della stagione invernale, nel villaggio scolastico si scatena la protesta degli studenti. È successo un po’ in tutte le scuole, e stavolta è toccato al XXV Aprile.
«Il problema ha riguardato soprattutto i ragazzi sistemati nel blocco azzurro, quello meno esposto al sole», spiega il dirigente, Sandro Scapellato. «Ho ricevuto una delegazione di studenti, ho ascoltato le loro ragioni e devo dire che sono d’accordo con loro. Il personale della scuola mi ha informato che in alcune aule c’erano appena 12 gradi, sicuramente troppo pochi per svolgere lezione tranquillamente».
Il preside, dunque, dà ragione ai ragazzi. E se nella maggior parte dei casi alla base del disagio c’è la rottura dell’impianto di riscaldamento, nel caso del XXV Aprile si è trattato di un problema di…tempi. «L’entrata in funzione della caldaia per la partenza del riscaldamento era tarata ad un orario troppo a ridosso della prima campanella. In questo modo l’edificio non ha fatto in tempo a scaldarsi per l’inizio delle lezioni. «Ho allertato la Provincia – racconta ancora Scapellato – che ha mandato sul posto un tecnico con il compito di ricalibrare l’orario di accensione della caldaia. Il problema ora è risolto».
A quanto pare, quindi, è bastato rimettere l’orologio della caldaia. Una manovra che, considerate le numerose allerte per il ghiaccio diramate dalla Protezione civile negli ultimi giorni, anche nella zona di Pontedera, dove nella notte tra ieri e martedì la temperatura è scesa fino a -1,-3 gradi, poteva essere pensata - da parte della Provincia - anche prima della protesta degli studenti.
«Purtroppo, quello del freddo nelle aule è un problema che si ripete quasi tutti gli anni – dice ancora Scapellato – e che nella maggior parte dei casi, però, viene immediatamente risolto da parte della Provincia».
E se molte aule del XXV Aprile ieri sono rimaste vuote, in corso Matteotti per tutta la mattina è stata una sfilata continua di giovani con lo zaino in spalla. In giro per la città, in attesa del pullman per tornare a casa. Da oggi, comunque, la situazione dovrebbe tornare alla normalità. E se così non fosse, gli studenti sono pronti a protestare di nuovo. —
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