Il lutto
Il cammello Mustafà donato alle suore dai carnevalai di Santa Croce sull'Arno
L’opera di cartapesta a grandezza naturale protagonista nella chiesa del convento. Deidda (Nuovo Astro): "Frutto di mesi di lavoro grazie alla sinergia di tutti i gruppi"
SANTA CROCE. Quando chiedi un favore ai carnevalai di Santa Croce devi mettere in conto che faranno di tutto per stupirti, esagerando nelle dimensioni e soprattutto nell’impegno, con quella voglia di divertire e di divertirsi che è la vera molla del carnevale. Succede anche se gli chiedi un cammello di cartapesta da portare in chiesa per festeggiare l’Epifania. Loro non si scompongono e si mettono al lavoro, arrivando in chiesa con un cammello a grandezza naturale che quasi sembra vero, tanto grande da nascondere l’altare e lasciare tutti di stucco.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38303938:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38303938:1652775536/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
È successo nella sera di lunedì 6 gennaio nella chiesa del convento di Santa Cristiana, dove i carnevalai di Santa Croce travestiti da cammellieri hanno portato a messa il loro “Mustafà”, il cammello commissionato dalla suore per celebrare l’arrivo dei Re Magi. «Io gliel’avevo detto alla suora – scherza Sandro Deidda, presidente del gruppo Nuovo Astro e membro del Comitato Carnevale –. Se vuoi un cammello te lo facciamo a grandezza naturale. Però quando lo hanno visto non se l’aspettavano così grosso». La sorpresa alla fine è stata grande per tutti, soprattutto per i bambini arrivati nella chiesa del convento per la tradizionale festa dell’Epifania organizzata ogni anno dalle suore. Novità di quest’anno era proprio la storia di Mustafà, il cammello che i re Magi avrebbero deciso di lasciare a casa durante il loro viaggio, e che alla fine si sarebbe messo in marcia da solo pur di raggiungere quel bambino e partecipare alla Natività. Il racconto, narrato da una suora, ha fatto nascere l’idea di chiedere un aiuto ai volontari del carnevale, per dare forma e volto al cammello Mustafà.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38303939:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38303939:1652775536/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Ce l’hanno chiesto nel mese di aprile – racconta Deidda – e ovviamente abbiamo subito accettato la richiesta. Ognuno dei quattro gruppi ha mandato due o tre persone per collaborare alla costruzione del cammello, formando una squadra di lavoro che si è riunita nella stanza del Nuovo Astro. Lo abbiamo costruito in due fasi, prima da aprile a giugno e poi abbiamo ripreso a settembre, saltando luglio e agosto quando i capannoni del carnevale sono inutilizzabili per il caldo». Mentre alcuni hanno saldato e modellato l’intelaiatura in ferro, altri hanno lavorato alla forma di cartapesta, poi colorata e ricoperta. Alla fine, montato su una base mobile, Mustafà è stato consegnato e regalato ufficialmente alle suore del convento, che lo conserveranno in Santa Cristiana in attesa delle prossime Epifanie. Per il Carnevale di Santa Croce è stato comunque un simpatico antipasto dell’edizione 2020 ormai alle porte: si comincia domenica 9 febbraio e si prosegue il 16 e il 23, mentre il 1 marzo sarà l’eventuale data di recupero.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
