Il Tirreno

Pontedera

festa con sorpresa in santa cristiana  

Il cammello Mustafà donato alle suore dai carnevalai di Santa Croce sull'Arno

Giacomo Pelfer
La consegna del bellissimo cammello di cartapesta, realizzato con la collaborazione dei gruppi del Carnevale di Santa Croce e donato alle suore del convento di Santa Cristiana
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La consegna del bellissimo cammello di cartapesta, realizzato con la collaborazione dei gruppi del Carnevale di Santa Croce e donato alle suore del convento di Santa Cristiana

L’opera di cartapesta a grandezza naturale protagonista nella chiesa del convento. Deidda (Nuovo Astro): "Frutto di mesi di lavoro grazie alla sinergia di tutti i gruppi"

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SANTA CROCE. Quando chiedi un favore ai carnevalai di Santa Croce devi mettere in conto che faranno di tutto per stupirti, esagerando nelle dimensioni e soprattutto nell’impegno, con quella voglia di divertire e di divertirsi che è la vera molla del carnevale. Succede anche se gli chiedi un cammello di cartapesta da portare in chiesa per festeggiare l’Epifania. Loro non si scompongono e si mettono al lavoro, arrivando in chiesa con un cammello a grandezza naturale che quasi sembra vero, tanto grande da nascondere l’altare e lasciare tutti di stucco.

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È successo nella sera di lunedì 6 gennaio nella chiesa del convento di Santa Cristiana, dove i carnevalai di Santa Croce travestiti da cammellieri hanno portato a messa il loro “Mustafà”, il cammello commissionato dalla suore per celebrare l’arrivo dei Re Magi. «Io gliel’avevo detto alla suora – scherza Sandro Deidda, presidente del gruppo Nuovo Astro e membro del Comitato Carnevale –. Se vuoi un cammello te lo facciamo a grandezza naturale. Però quando lo hanno visto non se l’aspettavano così grosso». La sorpresa alla fine è stata grande per tutti, soprattutto per i bambini arrivati nella chiesa del convento per la tradizionale festa dell’Epifania organizzata ogni anno dalle suore. Novità di quest’anno era proprio la storia di Mustafà, il cammello che i re Magi avrebbero deciso di lasciare a casa durante il loro viaggio, e che alla fine si sarebbe messo in marcia da solo pur di raggiungere quel bambino e partecipare alla Natività. Il racconto, narrato da una suora, ha fatto nascere l’idea di chiedere un aiuto ai volontari del carnevale, per dare forma e volto al cammello Mustafà.

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«Ce l’hanno chiesto nel mese di aprile – racconta Deidda – e ovviamente abbiamo subito accettato la richiesta. Ognuno dei quattro gruppi ha mandato due o tre persone per collaborare alla costruzione del cammello, formando una squadra di lavoro che si è riunita nella stanza del Nuovo Astro. Lo abbiamo costruito in due fasi, prima da aprile a giugno e poi abbiamo ripreso a settembre, saltando luglio e agosto quando i capannoni del carnevale sono inutilizzabili per il caldo». Mentre alcuni hanno saldato e modellato l’intelaiatura in ferro, altri hanno lavorato alla forma di cartapesta, poi colorata e ricoperta. Alla fine, montato su una base mobile, Mustafà è stato consegnato e regalato ufficialmente alle suore del convento, che lo conserveranno in Santa Cristiana in attesa delle prossime Epifanie. Per il Carnevale di Santa Croce è stato comunque un simpatico antipasto dell’edizione 2020 ormai alle porte: si comincia domenica 9 febbraio e si prosegue il 16 e il 23, mentre il 1 marzo sarà l’eventuale data di recupero.
 

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